Nonno rapinatore, dietro l'assalto alle Poste ci sarebbe il vizio del gioco

Sabato 17 Ottobre 2020
Nonno rapinatore, dietro l'assalto alle Poste ci sarebbe il vizio del gioco

Potrebbe esserci la ludopatia dietro la rapina messa a segno dal nonnino di Rosciano (Pescara). E' stato individuato e denunciato l'anziano che, l'8 ottobre scorso, nella piena disperazione, armato di coltello da cucina e martello, era entrato nell'ufficio postale del paese, costringendo le due impiegate presenti a consegnargli l'incasso, poco più di mille euro, per poi darsi alla fuga. Si tratta di un pensionato di 71 anni, che abita in zona. Una persona che non ha mai avuto alcun problema con la giustizia ma neppure di tipo economico. Una persona che ha sempre lavorato e cercato di non far mancare nulla alla famiglia.

A spingerlo a compiere un gesto del genere e a stravolgere la sua vita, sino a poco tempo fa tranquilla, probabilmente il vizio del gioco. A seguito di accurati accertamenti svolti sul territorio e dopo aver esaminato le immagini delle telecamere dell'ufficio postale, ieri i carabinieri hanno bussato alla porta di carta sua, lasciando di stucco la moglie. Nell'abitazione, fra le sue cose, c'era ancora parte della refurtiva e c'erano anche il cappello, gli abiti e le due armi utilizzate per mettere a segno il colpo. Trovato e sequestrato inoltre un foglio che aveva esibito durante la rapina in cui aveva scritto a mano, con un pennarello rosso: «E' una rapina, non denunciate altrimenti ammazzo i vostri genitori. Sono disperato», terminando poi la frase con un “Grazie”.

Nell'insieme, tutto alquanto insolito tanto da lasciare, sin dai primi istanti, spiazzate le stesse dipendenti delle Poste. L'uomo, attorno alle 13, mascherina in volto e cappello in testa, era entrato nell'ufficio come un normalissimo cliente, come uno dei tanti signori di una certa età che vanno a riscuotere la pensione o a pagare le bollette. Poi però si era avvicinato al bancone e aveva mostrato il coltello arraffato in cucina e il martello, spaventandole e costringendole ad aprire la cassa e a consegnargli i soldi. Quindi, la fuga prima a piedi e poi, stando ad alcune testimonianze, a bordo di una vettura lasciata nelle vicinanze, con cui aveva fatto perdere le tracce. A riprendere interamente la scena i sistemi di videosorveglianza, i cui filmati avevano lasciato gli stessi carabinieri senza parole. Da quei video, non l'immagine del classico tossicodipendente o balordo alla ricerca di soldi, ma una persona anziana in evidente difficoltà e con un profondo disagio.

Sin dai primi istanti era apparso tutto come un fatto gravissimo, ma più che di criminalità, di emergenza sociale. E così di fatto, alla fine, si è rivelato. Ieri mattina, quando i carabinieri, coordinati dal comandante Giovanni De Rosa, si sono presentati a casa sua per la perquisizione e per comunicargli che dovrà rispondere davanti al giudice dei reati di rapina aggravata e porto abusivo di arma bianca, non ha voluto dire nulla. E' rimasto muto, in silenzio, perfettamente consapevole però del gesto compiuto. Un gesto a cui sarebbe stato spinto in quel momento dalla necessità di racimolare più soldi possibili per poter giocare.

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