Niente infusioni di stamina per Noeni
i Nas sequestrano le cellule a Brescia

Domenica 24 Agosto 2014
CHIETI «Il direttore generale degli Spedali Civili di Brescia Belleri ha telefonato personalmente al papà di Noemi per avvisare che non sarà fatta l'infusione perchè i Nas di Torino hanno sequestrato le cellule staminali». Lo ha detto Marino Andolina, vicepresidente di Stamina Foundation. Il sequestro preventivo di apparecchiature e cellule staminali è stato disposto dal Tribunale di Torino su richiesta del pm Raffaele Guariniello. Lo ha confermato a Torino lo stesso magistrato. Andolina, confermando il nuovo atto della Procura di Torino nell'ambito dell'inchiesta del procuratore Guariniello sulla vicenda Stamina, ha poi aggiunto che «le infusioni sono bloccate. Sembra che ormai sia reato ottemperare alle sentenze dei tribunali». Il sequestro, secondo quanto si è appreso, è stato disposto per impedire la prosecuzione di «attività delittuose». Il provvedimento, di 80 pagine, è del gip Francesca Christillin e affida al direttore della struttura sanitaria la custodia delle cellule e delle attrezzature. Il direttore dell'ospedale dovrà preoccuparsi di «salvaguardare la vitalità delle cellule» e «la funzionalità di ogni materiale». È quanto ha ordinato il gip Francesca Christillin nel provvedimento di sequestro, lungo un'ottantina di pagine, che ha spiccato su richiesta del pubblico ministero Raffaele Guariniello. Non ci sono nuovi indagati: il sequestro è una costola del procedimento penale che, a Torino, è già sfociato in una serie di richieste di rinvio a giudizio, di cui una per Davide Vannoni, il padre della metodica Stamina.

Sono 172 i giudici che, in Italia, hanno detto «no» alle richieste di sottoporre i pazienti alla metodica Stamina di Davide Vannoni. È quanto si sottolinea nelle carte del procedimento che oggi, per ordine del gip Francesca Christillin, del tribunale di Torino, ha portato - su richiesta del pm Raffaele Guariniello - al blocco della sperimentazione agli Spedali Civili di Brescia. I giudici che si sono pronunciati a favore del trattamento sono 164. Nelle carte del sequestro, però, si sottolinea che i loro provvedimenti, «al di là del rispetto che gli è dovuto», hanno «finalità autonome e distinte» e non intervengono sulla «legittimità o non legittimità delle attività delittuose» ma su altri aspetti. Ultimo aggiornamento: 13:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA