Insegnante No vax sospesa in Abruzzo perché non aveva il Green Pass: «Mi hanno levato anche lo stipendio»

La docente denuncia quanto accaduto all'asilo di Collarmele: «Ingiusto che si debba pagare per poter lavorare»

Abruzzo, sospesa insegnante non vaccinata. Le tolgono anche lo stipendio
di Pino Veri
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Sabato 9 Ottobre 2021, 08:01 - Ultimo aggiornamento: 09:46

L'insegnante di scuola materna di Collarmele (L'Aquila) A.S. dà notizia del fatto che sia «stata sospesa dall'insegnamento, con privazione dello stipendio, per non aver presentato il green pass per cinque giorni». La storia è nota: ora l'interessata aggiunge che «il provvedimento è stato adottato dalla dirigente della scuola dell'Infanzia».

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«Ingiusto pagare per poter lavorare»

E spiega ancora: «Come ho precisato dall'inizio della mia protesta, non ritengo sbagliato il green pass in quanto tale, ma penso che sia ingiusto che per poter lavorare si debba pagare. Perché di questo si tratta: il governo ha concepito l'obbligo del green pass a pagamento come una vera e propria punizione per chi non intende vaccinarsi. Lo ha detto - aggiunge l'insegnante - Il ministro Brunetta quando ha dichiarato che il green pass è geniale perché aumenta il costo psichico ed economico per chi decide di non vaccinarsi. Che governo democratico è quel governo che ricatta i cittadini? E' mai possibile che in un Paese che pone il lavoro alla base della propria Costituzione si costringano i lavoratori a pagare una vera e propria tassa per poter esercitare questo diritto? Se il green pass è una misura di controllo sanitario, e quindi di monitoraggio della diffusione del virus, così come dovrebbe essere, allora dovrebbe essere gratuito come gratuito è il vaccino».

Poi aggiunge di aver scritto al presidente della Regione Marco Marsilio «per chiedere che la Regione Abruzzo destini degli appositi fondi per il pagamento del Green pass, tanto più che per alcune categorie come quella degli insegnanti la percentuale dei vaccinati è ormai vicina al 100 per cento. È stato lo stesso Marsilio a dichiarare che non si può rendere la vita impossibile a chi non vuole fare il vaccino e del resto la scelta del green pass gratuito è già stata adottata da alcune Regioni. Se lo Stato ha deciso che il vaccino debba essere facoltativo perché non intende farsi carico delle conseguenze degli effetti collaterali che esso può produrre, allora sia coerente e non costringa chi ha dei dubbi al riguardo a sottostare alla sanzione del green pass a pagamento». 

 

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