Muore a 44 anni dopo due interventi per l'obesità: la procura apre un'inchiesta

Domenica 21 Luglio 2019 di Alfredo D'Alessandro
E' morta dopo due interventi chirurgici, il primo dei quali era per ridurre la massa corporea. Per il decesso di M.C., 44 anni di Cepagatti (Pescara), dopo la denuncia presentata dai familiari, il sostituto procuratore della Repubblica di Chieti Giuseppe Falasca ha aperto un fascicolo di inchiesta per accertare le cause della morte, sopraggiunta l'altro ieri intorno alle 21.30 nel reparto di Rianimazione del policlinico di Colle dell'Ara.

La donna, con problemi di obesità, è alta un metro e 60 e pesa 150 chilogrammi, e agli inizi di luglio era stata sottoposta ad un intervento di chirurgia bariatrica, per ridurre la massa corporea, dall'equipe dell'unità di chirurgia dell'obesità del policlinico diretta dal dott. Liberato Aceto, noto per essere anche il presidente del Consiglio comunale.

A a scatenare le complicazioni rivelatesi fatali è stata un'infezione. La donna subisce un primo intervento, il 3 luglio, di riduzione della massa corporea, dopo tre giorni viene sottoposta al controllo ed è tutto a posto. Passano altri giorni e compare la febbre, allora scatta una terapia antibiotica ma la febbre non va via e così dopo quattro giorni la donna viene portata di nuovo in sala operatoria ma l'intervento che stavolta non avviene, come il precedente, in laparoscopia, non rivela fonti di infezione. A quel punto alla donna vengono applicati i drenaggi e viene trasferita in Rianimazione ma il quadro si aggravava con una insufficienza multiorgano, fino al decesso.

Sono stati i genitori e i fratelli, poche ore dopo il decesso avvenuto alle 21.30, e dopo aver chiesto l'intervento della Volante della Polizia, a presentare un esposto direttamente in Questura per chiedere che si accertino eventuali responsabilità mediche. E ieri gli uomini della Squadra Mobile hanno acquisito le cartelle cliniche. Si farà l'autopsia, che dovrà chiarire le cause del decesso: in questi casi il reato ipotizzato è l'omicidio colposo e si sta procedendo contro ignoti poiché non è stato ancora determinato l'esatto numero degli indagati anche se l'iscrizione nell'apposito registro è un atto dovuto per consentire la partecipazione con un proprio consulente di parte all'esame autoptico che è un atto irripetibile.

«Attendiamo l'esito dell'autopsia - dice il dottor Aceto - perchè tutto quanto era nelle nostre prerogative è stato fatto dal punto di vista diagnostico e terapeutico. Attendiamo che si chiarisca quale è stata la causa reale del decesso: gli esami strumentali non documentavano lesioni sugli organi, siamo fiduciosi che il riscontro autoptico potrà fare chiarezza sulle cause reali. Siamo dispiaciuti e vicini alla famiglia per questo evento tragico». Ultimo aggiornamento: 24 Luglio, 21:08 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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