Geloso della ex amante, monta tre Gps sulla sua auto per poterla spiare

Domenica 23 Febbraio 2020 di Teodora Poeta
Il Tribunale di Teramo
Geloso della ex amante, monta tre Gps sulla sua auto per spiarla. E'successo nel Teramano. La decisione di lei di troncare la loro relazione extraconiugale, tenuta segreta per tre anni, è stata la molla che ha fatto scattare in lui l’inizio dei suoi comportamenti violenti.

Quell’amore che per la donna era ormai terminato, per lui, un 70enne di Montorio, doveva invece continuare a tutti i costi. E così sono iniziate le minacce di morte, i pedinamenti con tre Gps montati sull’auto dell’amante per poter seguire i suoi spostamenti e le intimidazioni per costringerla a continuare ad avere rapporti sessuali altrimenti i loro filmati sarebbero stati diffusi a tutti i suoi familiari e i messaggi mandati a sua figlia. Ma per lui, adesso, si è aperto il processo dopo la denuncia della donna che si è costituita parte civile. Pesanti sono le accuse di cui deve rispondere: stalking e violenza sessuale con l’aggravante di aver commesso il fatto contro una persona da cui era legato da relazione affettiva.

I fatti denunciati si sono svolti tra il 2015 e maggio del 2018. E’ dopo la fine della loro lunga relazione extraconiugale che lei trova la forza di rivolgersi alle forze dell’ordine quando capisce che ormai è arrivato il momento di raccontare tutto. In realtà quella storia era finita già nel 2012, ma lui non se n’era fatto una ragione e così aveva iniziato a minacciarla di morte, ricordandole di avere due pistole, seguendola e riuscendo a montare sulla sua auto tre Gps per sapere tutti i suoi spostamenti, «intimandole – si legge nel capo d’imputazione – che avrebbe dovuto continuare ad avere rapporti sessuali se non avesse voluto che i loro filmati venissero diffusi a tutti i familiari della donna». Non contento, ha pure mandato dei messaggi alla figlia di lei con chiari riferimenti a quei rapporti sessuali avuti con sua madre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Traffico e sveglie all’alba: cosa non ci manca dell’uscire di casa

di Veronica Cursi