Mala del Brenta, Felice Maniero condannato: sconterà la pena nel carcere di Pescara

Mala del Brenta, Felice Maniero condannato: sconterà la pena nel carcere di Pescara
di Stefano Buda
3 Minuti di Lettura
Sabato 6 Novembre 2021, 08:20

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a quattro anni di reclusione nei confronti dell'ex boss della mala del Brenta, Felice Maniero, attualmente detenuto nel carcere di Pescara. Una città che in passato, a più riprese, aveva già incrociato il destino di Felicino. In una villa in provincia di Pescara, nel 1995, Maniero iniziò la sua nuova vita sotto protezione e sempre a Pescara, nel febbraio del 2006, la figlia Eva perse tragicamente la vita.

La ragazza viveva sotto copertura in un condominio del centro cittadino e morì dopo avere compiuto un volo dal quarto piano del palazzo. Il caso fu archiviato come suicidio per ragioni sentimentali, anche se l'ombra della vendetta nei confronti del padre, che con le sue rivelazioni si fece molti nemici nel giro della malavita, non è mai stata del tutto fugata. La carriera criminale del boss di Campolongo Maggiore, noto anche come faccia d'angelo, raggiunse l'apice tra la metà degli anni Ottanta e i primi anni Novanta: l'organizzazione che mise in piedi si rese protagonista di sanguinose rapine ed efferati omicidi, dettando legge nella zona del Brenta, ma la sua figura divenne leggendaria in seguito ad una serie di spettacolari evasioni dai penitenziari nei quali, più volte, era stato rinchiuso.

Dopo avere scelto di collaborare con la giustizia, Maniero andò a vivere sotto protezione in una villa a Spoltore, ma la cosa durò poco, poiché la notizia in qualche modo filtrò e divenne di dominio di pubblico, provocando uno scandalo che fece scattare la revoca del beneficio per molti pentiti. Condannato dalla Corte d'Assise d'Appello di Venezia a undici anni di reclusione, faccia d'angelo recuperò la libertà nel 2010, allo scadere dell'ultima misura restrittiva, tornando a vivere sotto falsa identità. Nel 2019 però venne nuovamente arrestato, nella zona di Brescia, questa volta con l'accusa di maltrattamenti nei confronti della storica compagna Marta Bisello. «Finiti i soldi - ha dichiarato in aula Maniero, ammettendo la propria responsabilità in merito ad alcuni degli episodi contestati - finito amore».

In sostanza, sulla base del racconto dell'ex boss della mala del Brenta, i contrasti che posero fine alla sua storia e che fecero scattare dei violenti litigi, sarebbero riconducibili a questioni economiche. Comportamenti che in ogni caso, anche alla luce della lunga sfilza di precedenti, sono costati a Maniero una condanna a quattro anni di reclusione. Proprio in seguito a questa condanna Pescara è tornata ad incrociare il destino di faccio d'angelo, dal momento che Maniero è stato rinchiuso nel carcere di San Donato, dove sarà costretto a restare ancora diverso tempo. Il ricorso in Cassazione infatti non ha sortito effetti, anche se l'avvocato Rolando Iorio non si dà per vinto e annuncia di essere intenzionato a portare il caso davanti alla Corte di giustizia europea. 
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA