Covid, il sindaco dell'Aquila: «Tutti i malati gravi nell'ospedale di Pescara»

Covid, il sindaco dell'Aquila: «Tutti i malati gravi nell'ospedale di Pescara»
di Alessia Centi Pizzutilli
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Giovedì 19 Agosto 2021, 07:33

L’AQUILA Salgono i numeri del Covid in Abruzzo sia in termini di ricoveri sia di contagi. Aumentano i timori per una futura impennata dei casi, soprattutto alla luce del focolaio scoppiato a Montebello sul Sangro (Chieti) dopo una festa organizzata da un gruppo di giovani. E nel giorno in cui i pazienti in terapia intensiva arrivano a quota 11, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, chiede di concentrare nel Covid Hospital di Pescara tutti gli abruzzesi in Rianimazione per ottimizzare le prestazioni sanitarie.

«Una gestione “polverizzata” delle ospedalizzazioni richiederebbe molto più personale che non concentrando le attività in unico presidio. Ritengo che i malati Covid in terapia intensiva vadano concentrati e dirottati nell’hub regionale di riferimento», spiega Biondi. Il tutto per «consentire agli operatori di area critica di continuare a prestare servizio nelle attività chirurgiche più urgenti e indifferibili». Il riferimento è in particolare ai malati oncologici in attesa di intervento che, con gli anestesisti occupati, saranno costretti ad operarsi in altre strutture.

«Come direttore dell’Agenzia sanitaria regionale - dice Pierluigi Cosenza - sono perfettamente a conoscenza del problema. Ne stiamo discutendo con l’assessore Nicoletta Verì e con il capo Dipartimento Claudio D’Amario per arrivare a una soluzione. La Regione rappresenta la terzietà e guarda solo all’efficienza del sistema sanitario. Con due casi in terapia intensiva per ogni Asl è assurdo pensare di mobilitare un numero importante di anestesisti e infermieri in ogni presidio. Significherebbe interrompere l’attività ordinaria e non è un lusso che possiamo permetterci. I pazienti gravi Covid vanno concentrati innanzitutto al Covid Hospital di Pescara, per il quale è stato fatto un investimento molto importante. Deve restare aperto e funzionare a regime. Non si tratta di valutazioni campanilistiche ma di semplice management sanitario. Semmai si può valutare di inviare personale a supporto dell’attività a Pescara».

Lapidario il dottor Alberto Albani, referente regionale per le maxi emergenze sanitarie: «Non si può fare. Dirottare tutti gli anestesisti sul Covid Hospital si tradurrebbe in una riduzione di interventi. Non si può interrompere l'attività routinaria dell’ospedale migliore, dati alla mano, d’Abruzzo. Il mutuo soccorso interviene quando una Asl non ce la fa più, ma non è questo il caso. Ho già risposto all’appello per vie istituzionali: non è possibile». In terapia intensiva sono ricoverati 10 non vaccinati. «Siamo di fronte a un dato scientifico: il quadro mostra l’efficacia del vaccino, tanto che l’unico con doppia dose finito in Rianimazione ha una patologia neoplastica pregressa e grazie al vaccino è ancora in vita», spiega Albani.

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