Afghanistan, il terrore negli occhi: arrivati trecento profughi ad Avezzano

Afghanistan, il terrore negli occhi: arrivati trecento profughi ad Avezzano
di Manlio Biancone
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Venerdì 27 Agosto 2021, 08:32

La fuga dall’ Afghanistan per trecento profughi è finita, ieri sera, al centro della Cri che è stato allestito in pochi giorni all’interporto di Avezzano. Sono arrivati con sette autobus provenienti dall’aeroporto di Fiumicino dove erano arrivati con i ponti aerei organizzati dall’esercito. Tanti i bambini e le donne scese dai pullman assistiti dai volontari della Cri e controllati dalle forze dell’ordine. Il terrore era negli occhi dei bimbi, delle donne e degli uomini, persone che in qualche modo si erano emancipate in questi vent’anni.

«Non pensavano che accadesse tutto quello che si sta verificando ora. Sapevano che il governo afgano non era in grado di resistere e coordinare il popolo e che i talebani sarebbero tornati» dice un addetto ai lavori. «Ormai siamo nella situazione in cui si trovava l’Afghanistan 25 anni fa: il popolo afgano è molto legato alla sua storia e alle sue origini, ma quando ti senti in pericolo di vita non hai molta scelta ed è per questo che molti di noi stanno lasciando il paese».

Comincia nel campo dell’interporto di Avezzano la nuova vita dei trecento profughi afghani: dopo essere atterrati l’altra notte all’aeroporto di Roma Fiumicino con un volo dell’Aeronautica militare nell’ambito dell’operazione “Aquila Omnia”, ieri hanno raggiunto l’interporto a bordo di mezzi dell’Esercito e della Guardia di Finanza. Dopo i controlli di rito e la somministrazione del tampone anti Covid, trascorreranno un breve periodo di quarantena (circa 10 giorni) per poi essere smistati in strutture individuate dalla Prefettura o nelle Case dei Comuni. Ma gli arrivi non si fermano qui: a giorni sono previsti altri mille profughi ed è per questo che all’Interporto, da giorni si lavora per organizzare un campo con tutti i servizi necessari ma tenendo in considerazione anche il Covid .

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