California, sparire come Harry Potter: il mantello dell'invisibilità è una pelle hi-tech

Giovedì 17 Settembre 2015
Per la prima volta un oggetto tridimensionale è letteralmente scomparso, avvolto da un mantello dell'invisibilità che segna l'evoluzione rispetto a quelli testati fino ad ora. La memoria riporta al famoso maghetto Harry Potter, ma qui la magia centra poco.



È composto da una pelle 'hi-tech' che ha aderito perfettamente alla superficie dell'oggetto: è sottilissima e fatta da un materiale che respinge la luce. Descritto nella rivista Science, il mantello è stato realizzato dal gruppo di ricerca coordinato da Xiang Zhang, dell'università della California a Berkeley, del Lawrence Berkeley National Laboratory e della università saudita King Abdulaziz.



La pelle dell'invisibilita è formata da minuscole antenne d'oro messe una accanto all'altra e ha lo spessore di appena 80 miliardesimi di metro (nanometri). Avvolta intorno all'oggetto tridimensionale la pelle, grazie alle sue minuscole antenne che respingono la luce, ha reso per la prima volta completamente invisibile un oggetto tridimensionale.



Per ora questo mantello di nuova generazione è piccolissimo e ha nascosto un oggetto della dimensione di appena due cellule, ma è il primo materiale di questo tipo a funzionare nella luce visibile (anzichè per esempio nelle microonde) ed i ricercatori puntano adesso ad aumentarne le dimensioni. Per uno dei pionieri in questo campo, Andrea Alù, dell'università del Texas, ad Austin, è un grande risultato.



Tutti i tentativi fatti finora per ottenere un mantello dell'invisibilità hanno limitazioni sostanziali che li rendono poco maneggevoli, incapaci di avvolgere un oggetto come un vero mantello oppure funzionano solo a determinate lunghezze d'onda. Alcuni sono fatti di campi magnetici, altri di lenti, altri di prismi che creano illusioni ottiche, altri di materiali speciali capaci di respingere la luce.



Solo il gruppo del pioniere Andrea Alù finora era riuscito a realizzare un vero e proprio mantello sottile e flessibile in grado di nascondere gli oggetti alle microonde e che ha aperto la strada ad ulteriori sviluppi, come quello descritto oggi su Science. Anche se sono appena all'inizio del loro sviluppo, questi materiali hanno già un futuro e si pensa a numerose applicazioni come ai display 3D ad altissima risoluzione e ad una nuova generazione di microscopi ottici più potenti di quelli attuali.



"I materiali convenzionali per esempio non riescono ad andare oltre un certo limite di ingrandimento", ha osservato Vito Mocella, dell'Istituto microelettronica e microsistemi del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) a Napoli. "I nuovi materiali dell'invisibilità in teoria - ha aggiunto - riescono a superare i limiti attuali imposti dalle leggi della fisica ai materiali convenzionali".
Ultimo aggiornamento: 19 Settembre, 12:49 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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