Piazza Navona in mano agli abusivi,
niente bancarelle e orde di vu' cumprà

Venerdì 19 Dicembre 2014 di Alessia Marani
Niente bancarelle di Natale, solo orde di vu cumpra'. Benvenuti a piazza Navona, gioiello barocco, patrimonio dell'Unesco. Chi andasse in cerca del bue e dell'asinello, delle statuette del presepe e di befanelle con le scope di saggina, si arrenda: al massimo potrà comprare (niente scontrino, ovvio) una Chanel taroccata, una stola che fa il verso a Burberry o un'asta per un selfie improvvisato all'ombra del Bernini. Gira la giostra dal sapore retrò, apre solo lo sparuto gruppetto dei banchi verdi del tiro a segno, ma delle 72 bancarelle che avrebbero dovuto riempire la piazza per le Feste, nessuna traccia: la serrata decisa dagli operatori lascia campo libero agli abusivi. Oggi è atteso il pronunciamento del Tar sul ricorso dei bancarellari contro il nuovo bando del I Municipio che (su input della Soprintendenza statale ai beni architettonici) tenta di azzerare anni di illeciti e proroghe a catena. «Eppure sarebbe bastato che chi doveva controllare finora avesse fatto il proprio lavoro», tuona Palmerino Tucci, ristoratore dal '65. Il cartello dei banchi che in larga parte fa capo alla famiglia Tredicine si è opposto alla riduzione delle postazioni da 115 a 72 e, al momento di ritirare le concessioni, «per solidarietà agli esclusi», in blocco ha deciso di presentare ricorso lasciando, di fatto, la piazza, i romani, bambini e turisti, a bocca asciutta. Niente fiera, una tradizione fin dal 1875 che rischia di spegnersi. E intanto i vu cumpra' sbucano da ogni angolo, in barba ai controlli e ai divieti. Come la metti la metti, insomma a piazza Navona, regna l'illegalità.

IL CINEMA

Compaiono due vigili, uno ha la pettorina gialla ma è impegnato in una telefonata interminabile. I venditori si fanno un cenno, in un attimo nascondono le borse. Ma non c'è pericolo e riappare il suk. «Solito cinema», commenta un barista. «Pensare che l'anno scorso la polemica era di tutt'altro tenore: le bancarelle debuttarono addirittura il 15 novembre, ben lontani dal Natale», ricorda Roberto del negozio L'Artigianato. «I vu cumpra'? - ironizza - Per non parlare dei cartomanti che con le loro ingiurie tengono lontani anche i controlli». Il tabaccaio ma anche altri negozianti preferiscono non parlare. Il clima è pesante: l'altro giorno uno degli ambulanti è stato denunciato per minacce all'assessore municipale al Commercio. «Io sto col Comune - afferma Attilio Nardecchia, nel suo negozio di stampe antiche - la tradizione va rispettata, ma le regole per il decoro prima di tutto». Ultimo aggiornamento: 23:20