Putin e il mega corteo di auto, in visita dal Papa con un'ora di ritardo. Proteste a San Lorenzo

(Foto Ansa)
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Il Presidente russo Vladimir Putin è giunto in Vaticano in forte ritardo, quasi un'ora, per l'udienza con Papa Francesco,

primo appuntamento di una serie di incontri che proseguiranno con le massime autorità italiane. Putin è giunto con un corteo di 7 auto, scortate dalla polizia italiana: percorsa via della Conciliazione e attraversata piazza San Pietro, il corteo presidenziale è poi entrato in Vaticano dall'Arco delle Campane.

L'incontro è durato un'ora e mezza.

La provocazione. In concomitanza con la visita in Italia del presidente russo alcuni movimenti femministi hanno occupato simbolicamente la basilica di San Lorenzo esibendo uno striscione che chiede la scarcerazione delle attiviste imprigionate in Russia.

A seguire un incontro con Romano Prodi, di cui Ushakov ha ricordato le vesti di emissario Onu per il Sahel, e infine l'incontro con il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in Quirinale. A cena Putin dovrebbe essere orspite di Silvio Berlusconi.

Letta. Il premier Enrico Letta è convinto che la cooperazione tra Italia e Russia, «già ai massimi livelli», crescerà ulteriormente e sarà «particolarmente proficua» il prossimo anno, quando Roma avrà la presidenza di turno della Ue e Mosca quella del G8. «Dobbiamo superare luoghi comuni e timori che gettano un'ombra sui nostri rapporti. Lo vediamo oggi nei problemi del cosiddetto partnenariato orientale della Ue, nei rapporti con Ucraina e altri paesi», ha osservato in un'intervista all'agenzia Itar-Tass, al quotidiano governativo Rossiskaya Gazeta e alla tv statale Rossia 24. «Con la nostra presidenza Ue vogliamo lavorare per superare queste divergenze e pregiudizi perché siamo sicuri che è nell'interesse sia della Ue che della Russia la cooperazione nei campi politico, economico ed energetico», ha proseguito. Letta ha sottolineato che la necessità di trovare un accordo con la Russia per risolvere molte questioni internazionali, dalla Libia (dove il «caos è diventato un fattore di instabilità per l'Italia») all'Africa del nord, dalla crisi siriana al Medio Oriente, a partire dal processo di pace israeliano-palestinese.

Opportunità. Pmi, agroalimentare e turismo: sono alcuni dei settori dove sfruttare un potenziale non ancora realizzato pienamente, ha sottolineato Letta. Il vertice di Trieste apre «enormi possibilità» in una città di «importante significato geopolitico» perché «ponte tra Italia ed Europa orientale», ha spiegato. Per il capo del governo quello energetico resta il «settore chiave», ma la cooperazione deve crescere in molti settori, tra cui quello metallurgico e aerospaziale. Sul piano economico Letta vorrebbe fosse fatto «un grande passo» verso lo sviluppo delle Pmi, «motore del nostro sistema economico», per aiutarle ad entrare in un mercato che rappresenta una «grande opportunità». Idem per il settore agroalimentare e turistico, anche in vista dell'Expo 2015 (che avrà come tema 'Nutrire il pianeta'). Cultura e arte, osserva il premier, sono il nostro «petrolio», beni che «noi vogliamo mantenere e tutelare», anche in chiave di prospettive occupazionali. Sul piano turistico, Letta ha ricordato l'idea di voler proclamare ogni anno una città italiana capitale culturale per promuovere il Belpaese anche al di fuori degli itinerari tradizionali perché l'italia non è solo Roma, Venezia e Firenze.

La cena con Berlusconi. L'agenda è fittissima ma Vladimir Putin non poteva certo rinunciare a un rendez-vous con il vecchio amico Silvio Berlusconi. E così, dopo gli incontri con Papa Francesco e il presidente Giorgio Napolitano, il leader russo si recherà a Palazzo Grazioli nella settimana più difficile del Cavaliere. Che, a sole 48 ore dal voto del Senato sulla sua decadenza, potrà così trovare il conforto di un amico dal quale non è mai stato abbandonato. Il Cavaliere potrebbe trovare ben più di una spalla su cui sfogarsi. Putin, secondo i retroscena più estremi emersi su alcuni quotidiani nei giorni scorsi, potrebbe addirittura consegnare a Berlusconi un passaporto diplomatico russo per fornirgli una via di fuga dalle toghe. Fantapolitica? Può darsi, ma di certo la Costituzione russa dà al presidente questa prerogativa. E in gennaio lo stesso Putin accordò con un decreto all'attore francese Gerard Depardieu - in cerca di una nuova residenza per sfuggire alla tassa sui super ricchi di Hollande - la cittadinanza russa.

Lunedì 25 Novembre 2013, 10:42 - Ultimo aggiornamento: 26 Novembre, 16:23
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