Alla festa del Pd spunta la pornostar. Lisa Torrisi ospite dei giovani dem

Giovedì 24 Luglio 2014 di Fabrizio Coscia
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​Qualcosa si muove, ammiccante, nell’austero mondo del Partito democratico, nell’anima da sempre seria e perfino un po’ bacchettona dell’ex Pci. Sarà anche l’effetto rottamazione di Matteo Renzi, ma nel giro di poco tempo sembra che la sinistra abbia scoperto la pornografia e le sue valenze metaforiche e politiche, dopo anni in cui il mondo hardcore è sempre stato etichettato come «qualcosa di destra», se non proprio di fascista e reazionario.

Capita così che lo stesso Pd che appena tre anni fa dimissionava una giovane segretaria di partito pisana perché colpevole di aver girato un film a luci rosse, oggi decida di sdoganare la pornografia. E la novità arriva dopo che è approdato in libreria l’ultimo numero di Micromega, la rivista di punta dell’intellighenzia di sinistra, con un monografico dedicato al «corpo della donna tra libertà e sfruttamento». E, tra le prestigiose firme della rivista, questa volta è ospitato anche il celebre attore porno Rocco Siffredi.

PORNOSOFIA

La sezione Giovani Democratici di Napoli, nell’ambito del Festival dell’Unità, a sua volta ospita la pornostar Lisa Torrisi, invitandola a un dibattito su «Pornosofia: il valore politico dell’erotismo», organizzato nella sede dell’associazione culturale «Elio Pomella». Tra gli intervenuti, oltre alla sexy star, Luigi Caramiello, docente di Sociologia alla Federico II, Emilio Magliano, organizzatore di Erotica tour. E se su Micromega ci si interroga ancora, tra l’altro (nel saggio di Matthieu Lahure) se la pornografia è di destra o di sinistra, se va vista, cioè, come mezzo che diffonde una visione della donna degradata e sottomessa all’uomo, e dunque è una caratteristica tipica della mentalità patriarcale e maschilista, o come uno strumento di liberazione sessuale da utilizzare in chiave libertaria e progressista, nel dibattito napoletano si parla di pornosofia come libera «vendita della sapienza» e viene analizzata (nell’intervento di Caramiello) come atto primario di libertà individuale e anche come strategia per indagare una nuova modalità di sistema sociale che abbia un’attenzione particolare alle zone della devianza dalla norma, «dove spesso si annidano le officine delle innovazioni».

E proprio dal dibattito napoletano Berardo Impegno (ex Pci) lancia la proposta concreta di una «città dell’amore» dentro la città di Napoli. «Non semplicemente un quartiere a luci rosse, come quello annunciato e mai realizzato dal sindaco De Magistris, ma un luogo ampio, con più location, dove si possano svolgere tutte le attività legate all’erotismo e alla sessualità». Si accettano proposte su dove identificare la location più adatta, e mentre sulla pagina facebook dei Giovani Democratici già fioccano le prime critiche sull’apertura al porno del PD, la Torrisi, sorridente e scollacciata come si conviene, e sedicente «pornomaga», rivendica il suo statuto di attrice, invita a non confondere tra pornostar ed escort, e assicura i presenti che il porno è un’arte a tutti gli effetti. Forse l’arte del possibile. Proprio come la politica.

Ultimo aggiornamento: 13:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA