Massacro a Kiev, oltre 100 morti Nottata di trattative, poi l'annuncio: «Intesa raggiunta con oppositori e Ue»

Venerdì 21 Febbraio 2014
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Accordo raggiunto dopo la maratona negoziale notturna tra il potere ucraino, l'opposizione, la Ue e la Russia per porre fine alle violenze che devastano l'Ucraina da tre mesi e che ieri hanno devastato Kiev in una guerriglia urbana che ha causato 101 morti. I negoziati sono andati avanti tutta la notte e sono finiti alle 7.20 del mattino (le 6.20 in Italia). L'accordo prevede elezioni presidenziali anticipate, un governo di coalizione e una riforma costituzionale, secondo anticipazioni della tv ucraina. Ai negoziati hanno partecipato il presidente ucraino Viktor Yanukovich, i maggiori leader dell'opposizione, i ministri degli Esteri di Polonia, Germania e Francia in rappresentanza della Ue, l'emissario del Cremlino.

Polizia ​Molte delle unità di polizia schierate nel centro di Kiev a difesa dei palazzi del potere stanno abbandonando le loro posizioni e stanno andando via su pullman del ministero dell'Interno. Secondo l'agenzia Interfax si tratta di circa 1.400 agenti.

Yanukovich apre alle elezioni e alla riforma costituzionale. Il presidente ucraino Viktor Yanukovich si è detto disposto a indire elezioni presidenziali anticipate, senza precisarne la data, e ha aperto anche a una riforma costituzionale che riduca i poteri del capo dello Stato e alla formazione di un governo d'unità nazionale come gesto d'apertura negoziale alle opposizioni.

I poteri limitati Il Parlamento ucraino ha approvato la riforma per limitare i poteri del presidente con il ritorno alla Costituzione del 2004 e l'amnistia «incondizionata» per tutti i manifestanti.

L'accordo con le opposizioni. L'accordo fra

Ianukovich e i rappresentanti delle opposizioni è stato firmato al termine di una mattinata travagliata in cui sembrava che la piazza volesse rifiutare il contenuto di un'intesa volta a far cessare le violenze e far uscire il Paese dalla gravissima crisi politica. Secondo uno dei tre principali capi del fronte anti-governativo, il nazionalista Oleg Tiaghnibok, la decisione è stata approvata dal Consiglio di Maidan, che include diverse forze della protesta antigovernativa (ma non tutte). L'opposizione chiede però a Ianukovich che il ministro dell'Interno Vitali Zakharcenko non faccia parte del nuovo governo di unità nazionale promesso dal capo dello Stato e che Viktor Pshonka non sia più procuratore generale.

Il rifiuto iniziale di un compromesso. Euromaidan, che rappresenta gli attivisti in piazza a Kiev, aveva in un primo tempo respinto un possibile accordo con Ianukovich, rifiutando il compromesso di un voto presidenziale anticipato a settembre 2014. Su Twitter la stessa Euromaidan pretendeva le dimissioni immediate di Ianukovich.

L'Ue soddisfatta Il presidente della Ue Herman van Rompuy «accoglie con favore l'accordo governo-opposizione in Ucraina, compromesso necessario per lanciare l'indispensabile dialogo politico». «Ora è responsabilità di tutte le parti essere coraggiosi e trasformare le parole in fatti», si legge in un comunicato. «Questo accordo è stato facilitato dall'importante lavoro dei ministri di Francia, Germania, Polonia e dal rappresentante speciale della Russia, ed è basato sui due mesi di sforzi della Ashton e del commissario Fule», spiega Van Rompuy. Che ricorda: «La Ue resta pronta a sostenere l'Ucraina».

Nuovi spari stamane a Piazza Indipendenza mentre si attendoevano notizie dell'accordo raggiunto tra le parti. Secondo la polizia ucraina, alcuni manifestanti avrebbero aperto il fuoco contro le forze dell'ordine e tentato di avanzare in direzione del Parlamento.

Ministero Interni: 80 vittime. Secondo il ministro dell'Interno ad interim ucraino, Vitali Zakharcenko, è di 80 vittime il bilancio dei combattimenti tra polizia e manifestanti degli ultimi giorni.

Parlamento ucraino condanna le violenze della polIzia. Ieri il Parlamento ucraino aveva condannato l'uso della forza contro i manifestanti e aveva proibito le operazioni antiterrorismo annunciate dai servizi segreti (Sbu). A pronunciarsi in tal modo sono stati 236 deputati su 450 (238 quelli presenti). L'organo legislativo ha ordinato ai servizi segreti e al ministero dell'Interno di «fermare immediatamente l'uso della forza contro i cittadini» perché incostituzionale, ha proibito l'intervento delle forze armate ventilato dal governo e ha chiesto al Consiglio dei ministri di revocare le restrizioni all'ingresso di veicoli nella capitale. Queste decisioni sono state adottate in una seduta d'emergenza del Parlamento a cui, oltre ai deputati dell'opposizione, hanno partecipato anche alcuni esponenti della maggioranza. Secondo alcuni media locali, inoltre, una decina di parlamentari del partito delle Regioni del presidente Viktor Ianukovich avrebbe abbandonato il movimento politico dopo la strage di oggi.

Washington: pronte sanzioni contro l'Ucraina. Il vicepresidente americano, Barack Obama, ha chiamato ieri il presidente ucraino, Viktor Ianukovich per chiedere che il governo di Kiev ritiri le forze che stanno reprimendo la protesta di piazza. Biden ha detto a Ianukovich che gli Usa hanno pronte le sanzioni contro chi si è macchiato di violenze.

S&P declassa il rating dell'Ucraina a CCC: a un passo dal fallimento. L'agenzia di rating Standard & Poor's ha abbassato il rating dell'Ucraina, dopo le violenze degli ultimi giorni, che rischiano di rimettere in causa l'aiuto finanziario russo e la solvibilità del Paese. Il rating del Paese scende a "CCC", grado che corrisponde ad una situazione vicina al fallimento con prospettive negative, cioè un probabile ulteriore declassamento futuro.

Ultimo aggiornamento: 22 Febbraio, 08:28 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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