Arabia Saudita, sexy shop apre alla Mecca: venderà esclusivamente prodotti consentiti dalla legge islamica

Mercoledì 22 Aprile 2015 di Federica Macagnone
Un sexy shop, rigorosamente osservante la Sharia, è pronto per aprire in Arabia Saudita alla Mecca, per antonomasia la città santa per i musulmani. El Asira, marchio erotico originario di Amsterdam, sbarcherà nella città, meta ogni anno del pellegrinaggio canonico, e lo farà con prodotti rigorosamente “halal”, ovvero consentiti.



Abdelaziz Aouragh, 29 anni, cittadino olandese di genitori marocchini, aveva annunciato il suo ambizioso progetto l'anno scorso, ma adesso il negozio è quasi pronto per aprire i battenti. Ovviamente dopo aver consultato religiosi musulmani e sceicchi sauditi che, assicura il fondatore, sono stati consultati per garantire che l'attività sia conforme alle leggi e usanze locali.



«I prodotti che stiamo mettendo sul mercato non hanno nulla a che fare con le bambole o i vibratori - ha detto Aouragh all'agenzia di stampa AFP - Non si tratta di strumenti concernenti l'atto sessuale, ma di oggetti che creano atmosfera e accentuano la sensualità».



In Arabia Saudita, le donne sono soggette a rigorose restrizioni, codici di comportamento, regole ferree nel vestiario ma El Asira cercherà di «migliorare i rapporti coniugali, spingendo gli uomini ad ammirare e amare di più le loro compagne».



L'idea rivoluzionaria di un'offerta erotica che rispetti i dettami della Sharia aveva mosso i suoi primi passi on line con risultati da record.

«Settantamila visite nei primi quattro giorni di vita sul web» ha riferito Aouragh, sottolineando come la sua sia un'alternativa ai siti che «si focalizzano sulla pornografia e su un'idea stravagante dell'erotismo» e che quindi sono proibiti dall'Islam. Basta andare sull'home page di El Asira (che in arabo significa società), per notare la sobrietà dominante: i colori sono quelli del nero e del grigio, con un'accesso differenziato tra uomini e donne.



Il sito web descrive tutti i prodotti come "Sharia compliant", ovvero osservanti la Sharia e soprattutto halal, ovvero ammessi dalla legge islamica. «I nostri oggetti – si legge - forniscono un significato più profondo alla sessualità e anche alla spiritualità». Il primo sexy shop “consentito” si era affacciato sul mercato in Turchia nel 2013.

Ultimo aggiornamento: 25 Aprile, 17:52

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