MIGRANTI

Lampedusa, testimoni: oltre 300 morti nel naufragio. Disperso un quarto gommone

Mercoledì 11 Febbraio 2015
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​Sarebbero oltre 300 le persone morte nel naufragio di due gommoni avvenuto due giorni fa davanti alle coste libiche.

A raccontarlo sono stati i nove superstiti raccolti da un mercantile italiano e giunti stamane a Lampedusa con una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti erano in 105 e 107 sui due gommoni che sono stati travolti dalle onde del mare in tempesta.

Non solo: un altro gommone con un centinaio di migranti a bordo sarebbe disperso. Lo hanno riferito due dei nove superstiti della tragedia. I barconi salpati dalle coste nordafricane, dunque, sarebbero stati in tutto quattro. Uno, con 105 migranti 27 dei quali sono poi morti per assideramento, è stato soccorso da due mercantili; altri due gommoni con 105 e 107 profughi sono stati invece capovolti dal mare in tempesta e nove superstiti sono stati raccolti da un rimorchiatore. Del quarto gommone, con un altro centinaio di migranti, non si hanno invece notizie. Alle operazioni di soccorso e di ricerca dei dispersi stanno partecipando le motovedette della Guardia Costiera, che hanno sfidato il mare Forza 8 per raggiungere la zona del disastro e trasferire a Lampedusa i sopravvissuti, oltre a un aereo Atr 42 dello stesso corpo.

C'erano anche alcuni bambini sulle quattro imbarcazioni. Solo tre di loro, che erano sul primo gommone soccorso da due mercantili italiani, si sarebbero salvati. Uno di loro è un bimbo di 12 anni non accompagnato, originario dalla Costa d'Avorio, sbarcato lunedì scorso a Lampedusa insieme con altri due minori. Altri tre piccoli ivoriani erano su uno dei due battelli naufragati nel mare in tempesta. Lo ha riferito uno dei due superstiti, originari del Mali, agli operatori umanitari di Save the children: «Sul mio gommone - ha raccontato - c'erano almeno tre ragazzi della Costa d'Avorio, potevano avere non più di 13-14 anni. Anche loro sono scomparsi tra i flutti».

«Da alcune settimane eravamo in 460 ammassati in un campo vicino Tripoli in attesa di partire. Sabato scorso i miliziani ci hanno detto di prepararci e ci hanno trasferito a Garbouli, una spiaggia non lontano dalla capitale libica. Eravano circa 430, distribuiti su quattro gommoni con motori da 40 cavalli e con una decina di taniche di carburante». Così due dei nove superstiti ricostruiscono le fasi precedenti alla partenza avvenuta sabato scorso dalle coste libiche.

I due sopravvissuti, entrambi originari del Mali, raccontano di avere pagato per la traversata mille dinari, circa 650 euro, ma sopratutto rivelano un particolare sconcertante: «Ci hanno assicurato che le condizioni del mare erano buone, ma in ogni caso nessuno avrebbe potuto rifiutarsi o tornare indietro: siamo stati costretti a forza a imbarcarci sotto la minaccia delle armi». Invece le quattro imbarcazioni, subito dopo avere preso il largo, si sono trovati ben presto in difficoltà a causa del mare in tempesta e delle onde altissime. Alcuni di loro hanno lanciato l'Sos con un satellitare ed è subito scattato l'allarme. Il primo gommone è stato soccorso da due mercantili; gli altri due hanno fatto naufragio e gli unici nove superstiti sono stati raccolti in serata da un'altra nave.

La tragedia I sopravvissuti, originari del Mali e del Senegal, erano in due su un gommone e in sette sull'altro; uno di loro è un minore. Hanno raccontato di essere partiti sabato scorso dalle coste libiche insieme a un terzo barcone sul quale viaggiavano i 105 profughi soccorsi da due mercantili, 29 dei quali sono morti assiderati mentre venivano trasportati a Lampedusa.

Il naufragio I due gommoni avrebbero fatto naufragio lunedì pomeriggio, tra le 15 e le 16, dopo essere stati capovolti dalle onde del mare forza 8. I nove superstiti sarebbero riusciti a salvarsi rimanendo aggrappati disperatamente ai tubolari prima di essere soccorsi da un rimorchiatore italiano.

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 13:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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