Frosinone, utilizzo fondi
per la bonifica del Sacco
la replica dell'Arpa alle accuse

Giovedì 21 Agosto 2014 di DENISE COMPAGNONE
area interdetta all'uso agricolo

Le critiche del Ministero all’Arpa Lazio sui fondi destinati alla sub perimetrazione del SIN Valle del Sacco? “Frutto di incomprensioni dovute a recenti riassetti del Ministero che hanno portato alla perdita di una parte di memoria storica della fruttuosa collaborazione”. È l’ipotesi che l’Agenzia regionale per la protezione ambientale avanza in risposta alle contestazioni mosse dalla Direzione generale del Ministero dell’Ambiente sull’utilizzo di fondi (ad oggi 1,2 milioni di euro) destinati ad attività di sub perimetrazione, il primo passo per la tanto attesa bonifica della Valle del Sacco. Attività che però il Ministero ha giudicato superficiali e in qualche caso dubbie (non è stato giustificato ad esempio l’acquisto di quattro auto), tanto da bloccare l’erogazione della quarta tranche del finanziamento (300.000 euro). “Al documento del dicastero – spiegano dall’Agenzia - sarà data puntuale risposta alla ripresa delle attività”. Ma i vertici dell’Arpa hanno voluto sin da subito fare delle precisazioni: “Il progetto è stato portato avanti per sei anni (dal 2008, data di firma della convenzione, ndr) con una rilevante mole di lavoro svolto, di cui il Ministero è stato costantemente informato, senza che abbia mai osservato alcunché. L’Arpa ha utilizzato le risorse assegnate secondo schemi classici dei progetti di supporto tecnico e ricerca, che prevedono l’acquisizione di risorse umane e di beni strumentali non altrimenti presenti”. Il riferimento è a 12 contratti di collaborazione, altro punto sulla cui utilità il Ministero ha posto l’accento. “I professionisti individuati, laureati e assunti a progetto tramite pubblici avvisi – spiegano dall’Agenzia - hanno supportato l’ente in oltre 300 sub-perimetrazioni in un area molto vasta e complessa”. Insomma, la conclusione dell’Arpa sta nell’ipotesi che “le obiezioni sollevate siano frutto di incomprensioni dovute a recenti riassetti del Ministero che hanno portato alla perdita di una parte di memoria storica della fruttuosa collaborazione”. E sulle polemiche sorte sulla vicenda? “I fondi messi a disposizione – rispondono dall’Agenzia - sono stati spesi per gli studi preliminari necessari alle successive bonifiche che saranno a carico dei responsabili o di specifici programmi pubblici. Non un euro è stato distolto da futuri interventi di risanamento ambientale che vedranno comunque l’Arpa Lazio continuare a fare la sua parte”. Le polemiche però non si smorzano di certo. Dopo la presa di posizione di Retuvasa che ha chiesto di accertare le responsabilità dell’accaduto, ieri è arrivata una nota del Comitato civico “Umilmente per Patrica”: “Questo scandalo non deve restare impunito. Quei soldi andavano utilizzati per alleviare i danni che, da anni, sono stati perpetrati sul nostri territorio. Potevano essere spesi diversamente, anziché acquistare auto nuove e firmare i contratti di collaborazione i cui risultati, lo dice il Ministero, sono discutibili”. “A questo punto – prosegue il Comitato – ci tornano a mente le tante segnalazioni di inquinamento fatte dall’ex sindaco Caprara che non sono state prese in debita considerazione. Soprattutto monta la rabbia pensando che la Regione, organo di controllo dell’Arpa, in questi ultimi anni si sia limitata ad annunciare proclami mentre, di fatto, i risultati sono sotto gli occhi di tutti”. Ultimo aggiornamento: 22 Agosto, 08:23

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