Scuola, si torna tutti in presenza. Ma per le superiori resta lo spettro dei doppi turni

Scuola, si torna tutti in presenza. Ma per le superiori resta lo spettro dei doppi turni
di Federica Lupino
3 Minuti di Lettura
Mercoledì 25 Agosto 2021, 10:47 - Ultimo aggiornamento: 12:28

La Dad finisce in soffitta. Almeno per la riapertura dell'anno scolastico, tutti gli studenti del Viterbese torneranno sui banchi i primi di settembre in presenza. La didattica a distanza è archiviata, salvo ripresentarsi nella malaugurata ipotesi in cui si dovessero verificare casi di contagio all'interno delle classi. Questa è per ora una delle poche certezze fissate per il prossimo suono della campanella. Sul resto, le incognite sono ancora molte. Questo pomeriggio dalle 15,30 cercheranno di mettere dei paletti più certi i partecipanti al comitato scolastico provinciale che si riunirà in Prefettura. Il rappresentante locale del Governo, Giovanni Bruno, ha invitato tutti coloro che hanno un ruolo nell'organizzazione della scuola per fotografare l'attuale situazione e valutare come superare le criticità presenti.

Tra gli argomenti più spigolosi quello dei trasporti. Lo scorso anno, con la capienza massima dei mezzi pubblici fissata al 50% e la carenza cronica di mezzi, si era optato per i doppi turni alle superiori. In tutte le scuole secondarie della Tuscia gli ingressi erano scaglionati in due tranche tra le 8 e le 10 e, nonostante questa misura, molti istituti erano stati costretti ad alternare la didattica in presenza con quella a distanza per evitare assembramenti fuori e dentro le aule.

Quest'anno le indicazioni sono diverse: ogni mezzo di trasporto potrà viaggiare con un massimo dell'80% dei posti pieni. L'aumento della capienza però non assicura di per sé che si torni alla condizione pre-pandemia, con un solo orario di ingresso. Mentre per le scuole del primo ciclo ci sarà la presenza e verrà mantenuto il turno unico, per le superiori qualcosa di più si saprà oggi. Il confronto tra il Prefetto, l'ufficio scolastico provinciale e le aziende di trasporto coinvolte in provincia (Cotral in primis, ma anche Trenitalia e le società comunicali, come la Francigena per il capoluogo) servirà a verificare se la capienza all'80% basterà per scongiurare i doppi turni.

Quest'ultima soluzione è già stata confermata per la Capitale. In caso fosse necessario ricorrervi anche nella Tuscia, le scuole e le famiglie temono il riproporsi dei disservizi registrati lo scorso anno con corse che, seppure aumentate, non sono state in grado di garantire a tutti un collegamento calibrato con i nuovi orari scolastici. I principali problemi si sono riscontrati nei mesi scorsi soprattutto per le coincidenze saltate e il trasporto dai piccoli comuni verso il capoluogo.

Capitolo a sé quello delle vaccinazioni: se la risposta dei ragazzi tra i 12 e i 18 anni all'open day straordinario voluto dalla Asl è stato tiepido (700 dosi somministrate nella settimana dal 16 al 22 agosto, a fronte di una disponibilità pari a 3.500), la situazione sembra migliore sul fronte del personale scolastico. Il Lazio, e Viterbo non fa eccezione, è la regione d'Italia con le percentuali più alte di copertura. Dati precisi per i docenti e il personale amministrativo della Tuscia non sono in possesso né di Asl né dell'ex Provveditorato ma dai contatti emersi con i dirigenti scolastici le istituzioni parlano di una parte residuale di operatori ancora da vaccinare. Di certo, potrà rientrare a scuola solo chi sarà in possesso del green pass o, in alternativa, potrà esibire un tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA