Mafia viterbese, slitta a giugno la sentenza della Corte d’Appello

Giuseppe Trovato
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Mafia viterbese, slitta la sentenza della Corte d’Appello. Il verdetto di secondo grado per la banda di albanesi e calabresi è previsto per il prossimo 7 giugno.

L’udienza di ieri è iniziata nel pomeriggio e ha visto protagonisti gli avvocati dei due capi Giuseppe Trovato e Ismail Rebeshi, rispettivamente Giuseppe Di Renzo e Roberto Afeltra, e quella degli ultimi due gregari Fouzi Oufir e Gabriele Laezza. Tutti i difensori hanno sostenuto l’insussistenza dell’associazione a delinquere di stampo mafioso e dell’aggravante del metodo mafioso.

Mafia viterbese, le difese provano a smontare l'accusa

L’11 agosto scorso Trovato e Rebeshi, insieme a diversi sodali, sono stati condannati dal gup del Tribunale capitolino rispettivamente a 13 anni e 4 mesi e a 12 di carcere. Oltre 50 i capi d’imputazione per cui sono stati giudicati responsabili. «Abbiamo presentato appello - ha spiegato l’avvocato Giuseppe Di Renzo, difensore di Trovato - in ragione del fatto che la sentenza di primo grado è totalmente assertiva e apodittica. Nonostante sia diligente nel dar conto degli elementi raccolti, li lascia privi di argomentazione motivatoria. Inoltre, è erronea nell’affermazione della sussistenza dell’associazione mafiosa e dell’aggravante speciale del metodo mafioso».

Dello stesso avviso il difensore di Rebeshi, avvocato Roberto Afeltra. Il procuratore genere invece nell’udienza precedente ha chiesto ai giudici della Corte d’Appello di confermare integralmente la sentenza di primo grado.
L'esito non è affatto scontato e la partita si gioca tutta sul 416 bis, l'associazione mafiosa riconosciuta in primo grado. Reato che mai prima d'ora era stato contestato a un sodalizio criminale nel viterbese.

Giovedì 6 Maggio 2021, 12:27 - Ultimo aggiornamento: 18:09
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