Gallese, strage di olivi: abbattuti 160 alberi per piantare noccioleti

Gallese, strage di olivi: abbattuti 160 alberi per piantare noccioleti
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Sabato 13 Novembre 2021, 20:53

A Gallese stanno abbattendo 134 alberi di olivo con il consenso della Regione Lazio e il parere contrario del Comune.

Altre 30 piante faranno la stessa fine in una località diversa, sempre con il consenso della Regione.A portate il caso alla luce sono stati il Biodistretto della via Amerina e il Wwf Lazio. Al loro posto, come è scritto nella determina della Regione, frutto della conferenza dei servizi, sarà piantata «altra cultura» che la 99 per cento dovrebbe essere di nocciole.

Il Biodistretto e il Wwf Lazio sono insorti contro questa decisione e hanno annunciato anche l'interessamento del Parlamento. «E' stata applicata una normativa hanno sottolineato Famiano Crucianelli (Biodistretto) e Andrea Filpa (Wwf) che non tutela né l'ambiente, né la bellezza dei nostri paesaggi, né la ricchezza delle nostre culture storiche, né il futuro produttivo delle nostre campagne, ma interessi particolari». Pronta anche un'interrogazione: «Ho interessato alcuni parlamentari ha annunciato Crucianelli per portare all'attenzione nazionale questa brutta storia che rappresenta un danno grave alla sostenibilità e biodiversità».

I rappresentanti del Biodistretto e Wwf hanno poi sottolineato la scelta di incentivare la monocultura e coltivazione intensiva. «Ancora una volta si sta affermando - dicono - il primato della monocultura e della coltivazione intensiva della nocciola che condanna all'uso sconsiderato della chimica di sintesi e dei pesticidi e che nel medio lungo periodo compromette la fertilità del suolo, la qualità e la quantità delle nostre acque. Erano rimaste alcune decine di ulivi a fronte di decine e decine di ettari di nocciole, eppure non si è esitato in nome di una presunta efficienza aziendale e del proprio tornaconto societario a fare piazza pulita».

«Una strage - hanno proseguito - che ben evidenzia quanto siano ipocrite le infinite dichiarazioni che vengono quotidianamente ripetute sulla sostenibilità, sull'equilibrio ambientale e sulla biodiversità. Il Soratte che si vede sullo sfondo dietro i tronchi mozzati è il testimone di una nuova ferita del nostro paesaggio che ha avuto da sempre nell'ulivo un suo protagonista fondamentale. Una strage che è anche un insulto agli orientamenti di grande parte dei cittadini europei e che la stessa Commissione europea ben interpreta quando afferma che bisogna portare al 25% entro il 2030 la superficie destinata al biologico e che bisogna riservare almeno il 10% della superficie coltivata alla biodiversità».

«E' l'epilogo tristissimo ha concluso Crucianelli della storia di questi ultimi anni che ha visto sacrificare alla monocultura del nocciolo migliaia di piante di olive».

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