L'Interrogazione a Milly Carlucci: "Passo dal miracolo Ballando ad un talent per cercare il nuovo Muti"

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Milly Carlucci non si ferma: dopo la battaglia del sabato vinta contro gli Amici della De Filippi, eccola su Rai 5 in un talent per giovani direttori d'orchestra. Ed eccola sottoporsi all'Interrogazione del Messaggero per rivelarci segreti ed emozioni. "La London Symphony Orchestra a disposizione di venti ragazzi che nelle quattro puntate si giocheranno la chance di essere il vice del maestro principale ed entrare nel grande giro della musica sinfonica". Da giovedì 6 giugno un talent "che proporrà le storie umane anche toccanti di ragazzi che approdano al grande sogno di dirigere una orchestra pazzesca, ma che dovranno superare prove dure. In ogni caso una proposta della musica classica in tv davvero pop: garantisco".
Con Milly alla lavagna e al mappamondo riscopriamo i passi essenziali di una carriera luminosa. "In tv sembro preparatissima e sempre nel copione, ma io imparo tutto poi in onda mi lascio andare all'improvvisazione". E la rivale De Filippi accetterà di ballare con le stelle di Milly: "Noi ci siamo sentite e mi piacerebbe tanto: siamo così diverse, sono gli orari di messa in onda a metterci in competizione. Sono le aziende che ci contrappongono,  ma la stima reciproca è grande". Entusiasta dell'ultima edizione di Ballando, Milly spiega: "Lì devo fare la coach, un po' politica anche se quella in onda è l'unica candidatura. Diciamo che più che il Conte premier per domare una giuria di amici spiritati serve un Conte allenatore. Anche se il mio mito è il Trap. E l'anno prossimo userò i fischi come fa lui in panchina". Rivela che il suo balo preferito è "il tango, passionale e di cuore, come me".
Poi via alla carrellata dei ricordi: dai pattini degli inizi dell'Altra Domenica ("Ad Arbore devo tantissimo: mi racconto come mi ha scelta nel 1977"), al Papocchio al cinema fino a Giochi Senza Frontiere. "Quelle trasmissioni facevano 14 milioni d'ascolto, divertentissime". Un progetto e un sogno nuovo? "C'è e lo rivelerò al Messaggero: ho adocchiato un format davvero interessante: seguitemi e lo scoprirete".
Sul mappamondo dell'Interrogazione punta su Los Angeles: "I miei figli sono nati lì, ma soprattutto lì ho imparato davvero cosa sia lo showbiz". E il suo ciak ideale è dedicato a Via Col Vento: "I film così grandi, con grandi scenografie, splendidi costumi e una storia forte e universale: è spettacolo popolare che dura. Quello che piace a me".

LE VOCI DEL MESSAGGERO

Tutti in fila per la macchina mangia-plastica (che però è rotta)

di Pietro Piovani