Viterbo, stuprata da militanti Caspound, daspo dopo il seggio: la strana carriera del nero Chiricozzi

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Non fare di tutta un'erba un fascio. E non solo perché in questi giorni il centro storico della città dei papi è animato dalla kermesse San Pellegrino in fiore. Da quindici anni a questa parte tutte le volte che i ragazzi di Casapound - «belli come la vita, neri come la morte e matti come le pigne» - finiscono nei guai, inizia la fiera dei distinguo: l'erba e il fascio, appunto. D'altronde a Viterbo non sono una forza politica marginale né folkloristica: oltre 100 iscritti, tre sedi sparse nella provincia e una cantera che promette bene (o male, dipende dai gusti). D'altronde, la copertura dei giovanissimi di Blocco Studentesco in tutte le scuole superiori della Tuscia è militare. E anche i grandi non sono da meno. Alle comunali dello scorso anno, il partito della tartaruga ha toccato il 3,1%, superando i «compagni» della sinistra. Un exploit. Nel solco di una presenza che dura da lustri ormai, ma non sufficiente per entrare a Palazzo dei Priori. Chi invece ha vinto e ce l'ha fatta, il sindaco Giovanni Arena di Forza Italia, in queste ore cerca di trovare una posizione «tra la condanna netta del gesto con la solidarietà alla vittima» e il dribbling con «la politica che non c'entra nulla». Sarà anche così, ma intanto oggi il sindaco dovrà far digerire alla sua maggioranza- dove la Lega detiene la golden share - l'intenzione di far costituire il Comune parte civile in questa brutta storia. Intanto, il web si diverte con i due arrestati. E soprattutto con il ventenne Francesco Chiricozzi, l'ormai ex consigliere comunale di Casapound del vicino paesino di Vallerano. Con precisione millimetrica, la rete sta sputando fuori le sue intemerate contro i migranti. Vince su tutto la celebre icona di Gino Boccasile della donna bianca insidiata da un uomo di colore. Con commento, parafrasato dal vecchio slogan fascista: «La prossima Pamela, la prossima Desirèe potrebbero essere tua figlia, tua moglie o tua sorella. Sveglia». Non mancano nei profili social del militante di Cp gli strali contro «gli stranieri stupratori» e gli elogi al nazismo. E planando, sopra boschi di braccia tese, si arriva facilmente al curriculum di Chiricozzi: la gavetta violenta dentro Blocco studentesco, i daspo per aver portato i petardi in trasferta, il processo ancora minorenne per un'aggressione di gruppo a un ragazzo che aveva sfottuto Casapound su Facebook e infine l'avventura nelle istituzioni nel piccolo comune di Vallerano, dove riuscì a essere eletto semplicemente perché corsero due liste: la sua (che si fermò al 22%) e quella del sindaco vittorioso. Lo stesso che adesso ricorda: «Contro di me si presentò - dice Adelio Gregori - Jacopo Polidori, anche lui ora consigliere comunale, che ha una condanna proprio per un'aggressione di matrice politica».


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di Marco Pasqua