Trondheim e Trøndelag da vedere e da mangiare: le esperienze in Norvegia per viaggiatori “foodies”

Dalla migliore colazione in hotel del Paese al pranzo nell’orto di una fattoria biodinamica; dal raffinato “Champagne lunch” in un ristorante 1 stella Michelin al “fine dining” di un bistrot francese. Sono le tappe culinarie da non perdere nella regione “premier” per la gastronomia della Norvegia, una “food destination” ricca di fascino anche per la sua storia di località mercantile e meta di pellegrinaggio del Nord Europa

Elin Östlund e Carl Erik Nielsen Östlund Skjølberg della fattoria biodinamica Skjølberg Søndre
di Sabrina Quartieri
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Lunedì 28 Novembre 2022, 15:20

La più ricca dispensa alimentare della Norvegia è lì, nelle generose acque e aree rurali del Fiordo di Trondheim. Una terra florida ospitata nella contea di Trøndelag, il “cuore” del Paese scandinavo, considerata tra le più incredibili riserve ittiche del mondo, col salmone atlantico esportato in 150 mercati esteri e i frutti di mare che arrivano nelle cucine dei migliori ristoranti, ma che è anche dotata di un suolo prolifico in ortaggi e in selvaggina, sia di penna che di pelo: solo di renne se ne contano 25mila esemplari. La varietà e l’eccellenza di una materia prima valorizzata attraverso una ricerca culinaria attenta alla sostenibilità e innovativa, qui si sposano con l’attitudine consolidata dei grandi chef di supportare i piccoli produttori locali, dando corso a un approccio virtuoso che ha valso al territorio il titolo di “Regione europea della Gastronomia 2022”. La buona tavola, da assaporare attraverso autentiche esperienze “from farm to table”, però, è solo il punto di partenza di un’appassionante vacanza a Trondheim e Trøndelag. La destinazione ideale per i “foodies” curiosi del “fine dining” nordico è, infatti, un microcosmo di luoghi da scoprire, tra antiche chiese e fortezze, distretti urbani trendy e inaspettati musei, che sanno suscitare curiosità e infondere stupore.

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Vale il viaggio già solo la sua offerta culinaria, di prima qualità e in continua sperimentazione. È la contea di Trøndelag che, insieme alla sua città principale Trondheim, “Capitale della gastronomia” norvegese, è la meta da raggiungere, se si è appassionati di “fine dining” nordico sostenibile. Ne sono interpreti i ristoranti 1 stella Michelin Credo (che ha anche la Stella verde), Fagn e Speilsalen, tre insegne di riferimento per gli amanti del gourmet che, tra una tappa e l’altra, hanno tanto da visitare, grazie ai luoghi storici di una terra poco nota, ma dal passato ricco di fascino.

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1. Trondheim da vedere tra distretti trendy, cattedrali mete di pellegrinaggio e stravaganti musei 

Nel Medioevo l’antica Nidaros, la città “Foce del fiume Nid” o Nidelva che ancora oggi attraversa Trondheim, era un vivace centro mercantile. Ne sono testimoni le sontuose dimore dei ricchi commercianti dell’epoca lungo Kjopmannsgata e i grandi magazzini per il grano di Bakklandet, un susseguirsi di variopinte casette di legno dalle tinte pastello che, da distretto periferico, è rinato quartiere trendy, sempre più popolare tra i giovani universitari. È qui che si trovano un insolito ascensore per le biciclette, la ciclopista “Trampe” che permette di risalire un declivio, e il Gamle Bybro, il Ponte della Città Vecchia. Anche detto “Ponte della felicità”, l’imponente elemento di ferro rosso del 1681 sovrasta il corso d’acqua dove i “local” muniti di licenza, da giugno ad agosto quando è concesso, pescano dell’ottimo salmone selvatico. Appena sopra c’è Møllenberg, il distretto più grande d’Europa tra quelli che si compongono di abitazioni di legno, in questo caso appartenute agli operai dei cantieri navali. Per il punto più panoramico di Trondheim si deve raggiungere la Kristiansten Festning, la fortezza del 1816 con le mura difensive a forma di stella che la sera, tutte illuminate, regalano uno scintillante colpo d’occhio. La vista, da lassù, arriva fino al porto, dove si trova l’avveniristica Power House progettata dagli architetti Snøhetta. Un edificio dotato di pannelli solari che rifornisce gli autobus di elettricità. Poco oltre, un ex magazzino della farina ospita il Rockheim, il Museo nazionale della musica rock e pop che racconta la storia di diverse band, come gli A-ha, saliti alla ribalta negli anni ’80 con il brano “Take on me” (anche se i norvegesi sono noti soprattutto per il Black metal). Dall’alto si vede poi torreggiare Nidarosdomen, la cattedrale in stile romanico-gotico più grande del Paese e la più a nord del mondo. Un luogo sacro completato nel 1320 dopo 250 anni di lavori, intitolato al Re santo Olav II. Fu lui, intorno all’anno Mille, a cristianizzare la Norvegia. Poi, ucciso in battaglia a Stiklestad a nord di Trondheim nel 1030, venne santificato l’anno successivo come martire. Secondo la ricostruzione storica, è qui, nei sotterranei, che riposa la sua salma. Fatto che ha reso la cattedrale, fino alla riforma protestante e poi di nuovo nelle ultime decadi, una importante meta di pellegrinaggio. Il Re santo, rappresentato con una statua, è ben visibile su una delle facciate esterne, dove appare con in mano un’ascia, uno dei simboli della Norvegia, e in piedi sopra un drago, raffigurazione del credo pagano che Olav II volle debellare. L’arcangelo Michele sulla torre, invece, che si intravede appena, ha il volto di Bob Dylan: è l’omaggio dell’artista che lo realizzò negli anni ’70 al cantautore della pace che, pochi anni prima, aveva denunciato gli orrori della guerra in Vietnam con “Blowin’ in the wind”. 

Bakklandet a Trondheim

2. Colazioni premiate, pranzi nell’orto e “Champagne lunch”: Trondheim e Trøndelag da mangiare

Per iniziare la giornata con le leccornie della migliore colazione in albergo della Norvegia, ci si siede ai tavoli della Palmehaven del Britannia Hotel, che vanta il titolo di “Twinings Best Breakfast 2022”. «Una sontuosa sala inaugurata nel 1918 e divenuta nel tempo un’istituzione al servizio di reali, dignitari di corte e aristocratici per incontri esclusivi in un ambiente glamour. Come il pranzo nell’agosto 1969 voluto da Re Olav V di Norvegia, dove era presente la Regina Elisabetta II d’Inghilterra», racconta Sten Stensrud, capo concierge della struttura realizzata a fine ’800 per ospitare gli inglesi che partecipavano alla caccia al salmone. Le sue “food station” sono un’invitante quanto irresistibile vetrina del gusto regionale: se tra esse impera l’eccellenza casearia del “Britannia blu”, il morbido formaggio medaglia d’oro al “World Cheese Awards” 2022, non mancano il prosciutto di coppa e il roastbeef di agnello di Røros, la trota e il salmone affumicato di Vega, le aringhe di Garnvik, il miele delle api che vivono sul tetto dell’hotel e il succo di mela di Braattan Gaard, la fattoria del Britannia vicino il Lago Jonsvatnet (dove gli avanzi della colazione diventano compost per rendere più ricco il terreno). Accanto alla Palmehaven, nella Sala degli specchi dello Speilsalen, il ristorante 1 stella Michelin dell’albergo, il venerdì e il sabato a pranzo si vive un’esperienza altrettanto sensazionale: lo “Champagne lunch”. Tra chandelier originali, una carta da parati di seta, delle modanature dorate e uno “Chef table” per completare i piatti a vista, si prova il menu degustazione dello chef norvegese Christopher Davidsen, accompagnato a un ricercato “Champagne pairing” tra coppe di Tarlant, Beurton & fils e altri. Nel percorso enogastronomico si raggiunge l’apice del gusto con la capasanta della vicina isola di Frøya, considerata la migliore del mondo. Una specialità proposta in modo contemporaneo, per rendere attuale la cucina di memoria della regione “premier” in Norvegia come “food destination”. Tappa alternativa per viaggiatori “foodies”, ma a un’ora di distanza da Trondheim e nella foresta, è un allegro pranzo nell’orto di una fattoria biodinamica che rifornisce gli stellati: Skjølberg Søndre. Sono i proprietari Elin Östlund e Carl Erik Nielsen Östlund Skjølberg ad accogliere gli ospiti nella serra con un drink di benvenuto a base di kombucha di tè verde fermentato. Il pasto a km zero viene servito subito dopo in un ex magazzino del cibo riadattato a “home restaurant” di charme, nel tepore di un ambiente con stufa a legna, sedute in eco-pelliccia e boiserie del ’700 di legno tagliato con l’ascia. A chiudere l’esperienza in modo del tutto inaspettato è un’eccelsa esibizione di musica folk per chitarra e voce dei proprietari. A Skjølberg Søndre il Natale è ancora più magico: è allora che si può prenotare il tavolo del delizioso salotto della casa di metà ’800. Per chi cerca un pernottamento autentico in zona, è l’hotel Orkla Gjestebolig il soggiorno da non perdere, all’insegna del design vintage dei primi ’900, mentre Orkanger è la cittadina in cui fermarsi prima di rientrare a Trondheim, per ammirare una “Stavkirke”, una chiesa in legno tipica medievale, ricostruita come l’originale realizzata per la partecipazione della Norvegia all’Esposizione universale di Chicago nel 1893. 

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La capasanta di Frøya dello “Champagne lunch”

3. Dalle merende tipiche con waffle e dolci dei pellegrini alla cena in un bistrot francese: Trondheim da gustare

È una delle casette di legno dalle tinte pastello di Trondheim a ospitare il café Baklandet Skydsstation, un’insegna storica del 1791, definita dal National Geographic “Il posto più accogliente della Scandinavia” per il suo charme. Il locale color giallo scuro, ospitato in un’ex stazione di posta, è ideale per provare la merenda norvegese a base di waffle con il “Geitost”, un saporito formaggio di latte di capra caramellato. Una squisitezza che può essere abbinata a una bevanda altrettanto tipica, come l’acquavite Linie. Un distillato di patate della regione che, prima di essere pronto, matura nei barili di quercia usati per lo Sherry, mentre affrontano diversi mesi di navigazione, così come vuole la ricetta originale del 1821. Dall’altra parte del fiume, vicino la Cattedrale, è Nidaros Pilegrimsgard a proporre uno spuntino altrettanto imperdibile. Nel centro gestito dalla manager Helene Møllevik e nato per accogliere chi percorre il pellegrinaggio di Sant’Olav da Oslo fino a Trondheim, il peccato di gola si compie tra assaggi di salsicce di bue muschiato e del premiato Blue cheese, e uno squisito “Waffel dei pellegrini”, realizzato con dei grani antichi e decorato con una croce dalla talentuosa panettiera Elin Aasland. Il consiglio è di “sporcarlo” con della marmellata di prugne di una fattoria locale e della crema salata. A cena, Trondheim, oltre al “fine dining” nordico, offre un’interessante esperienza in salsa francese a Le Bistro, gestito dai titolari e chef Martin e Mette Beate Evensen. A conquistare i palati sono l’amuse bouche di ostriche della Bretagna, l’ippoglosso dell’isola di Frøya e il granchio di Hitra, il più famoso della Norvegia. Il “wine pairing” di etichette francesi si abbina pure alla selvaggina, dall’alce alla renna, dal cervo fino al daino, tutta carne che si trova di frequente al locale, grazie anche alle battute di caccia dello chef. La brigata di cucina vanta da poco la presenza di Espen Laumann, il vincitore per Trondheim-Trøndelag dello “European Young Chef award” 2021. Un riconoscimento dell’IGCAT, Istituto Internazionale della Gastronomia, della Cultura, delle Arti e del Turismo per i talenti emergenti che supportano le cucine regionali con un approccio sostenibile e che propongono un’interpretazione culinaria innovativa, fondata sulle tradizioni gastronomiche identitarie del luogo di appartenenza. A conquistare il podio nell’edizione di quest’anno tenutasi a Trondheim-Trøndelag è stato Pau Sintes Juanico, promettente chef di Minorca, isola che detiene il titolo di “Regione europea della Gastronomia 2022” insieme alla contea norvegese “paradiso” nordico per appassionati “foodies”. 

Il Waffle dei pellegrini di Nidaros Pilegrimsgard

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