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Il Papa: «Basta sangue in Venezuela. Migranti, l'Europa aiuti l'Africa»

Il Papa: «Basta sangue in Venezuela. Migranti, l'Europa aiuti l'Africa»
3 Minuti di Lettura
Lunedì 28 Gennaio 2019, 13:57 - Ultimo aggiornamento: 18:13

Città del Vaticano – L’aereo proveniente da Panama è atterrato a Roma. Papa Francesco durante il volo ha confessato ai giornalisti presenti le sue paure per quello che sta accadendo in Venezuela. «Mi fa paura lo spargimento di sangue. E per questo chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema. Il problema della violenza mi atterrisce. E se hanno bisogno di aiuto che si mettano d’accordo e lo chiedano». Naturalmente è pronto a dare una mano per agevolare il dialogo, per facilitare il muro contro muro, come ha cercato di fare in passato con Maduro che aveva ricevuto in Vaticano.
 

 

Ha anche parlato di immigrazione e scansando le polemiche politiche ha ringraziato la generosità dell’Italia e della Grecia che in questi anni hanno fatto tantissimo. Si rende conto della difficoltà di chi governa e poi chiede all’Europa di dare una mano con aiuti concreti a quei paesi africani dove si origina l’esodo massiccio di persone che fuggono per la troppa miseria. «È un’equazione difficile. Si deve pensare realisticamente. Poi c’è un’altra cosa importante: un modo per risolvere il problema delle migrazioni è aiutare i Paesi da dove i migranti vengono. I migranti o vengono per fame o vengono per guerra: investire dove c’è la fame e l’Europa è capace di farlo. Aiutare a crescere, ma sempre c’è, parlando dell’Africa, quell’immaginario collettivo che noi abbiamo nell’inconscio: l’Africa va sfruttata. Questo è storico e questo fa male».

Un altro argomento spinoso affrontato in volo è quello dell'aborto. Negli Stati Uniti sta facendo discutere la legge che nello Stato di New York permette l’aborto oltre la 24esima settimana di gravidanza se la salute della madre rischia di essere compromessa. «Il messaggio della misericordia è per tutti» ha detto il Papa parlando del «dramma» dell'aborto. «Il problema non è dare il perdono, ma  accompagnare una donna che ha preso coscienza di aver abortito. Sono drammi terribili». «Bisogna essere nel confessionale e tu devi lì dare consolazione. Per questo io ho aperto la potestà di assolvere l'aborto per misericordia, perché tante volte devono incontrarsi con il figlio. Io consiglio quando hanno questa angoscia: 'Tuo figlio è in cielo, parla con lui. Cantagli la ninna nanna che non hai potuto cantarglì. E lì si trova una via
di riconciliazione della mamma con il figlio. Con Dio c'è già il
perdono, Dio perdona sempre. Ma la misericordia, che lei elabori
questo. Il dramma dell'aborto, per capirlo bene, bisogna essere
in un confessionale»
 
 

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