PAPA FRANCESCO

La Guardia Svizzera diventa un fumetto e racconta la vita dell'esercito più maschilista del mondo

Venerdì 22 Novembre 2019 di Franca Giansoldati

Città del Vaticano – I soldati del Papa diventano un fumetto. Dopo la pubblicazione, nel febbraio scorso, delle avventure di Marc, un giovane svizzero che lascia il suo piccolo villaggio tra le montagne con tanta voglia di entrare a far parte del più piccolo esercito del mondo, è in arrivo una seconda puntata.

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Il fumetto stavolta si compone di una cinquantina di tavole che raccontano in cosa consiste montare la guardia al Palazzo Apostolico o a Santa Marta dove risiede il pontefice, addestrarsi, vivere nella caserma, tra mura secolari e piene di storia. Le strisce sono disegnate e raccontate da Arnaud Delalande, Yvon Bertorello e Laurent Bidot. 

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Il corpo delle guardie svizzere resta uno dei pochissimi eserciti del mondo rigorosamente maschilisti e preclusi alle donne. Per essere ammessi occorre essere cattolici, di nazionalità svizzera, avere una altezza non inferiore ai 174 centimetri e, naturalmente, essere di sesso maschile. 

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L'esercito nasce nel 1506, quando arrivarono i primi soldati dalla Svizzera su richiesta di Giulio II per difenderlo dai Lanzichenecchi. Con la nascita nel 1929 dello Stato Vaticano le Guardie svizzere diventano la milizia ufficiale del nuovo Stato. 

Il giuramento delle nuove reclute avviene il 6 maggio di ogni anno nel cortile di San Damaso in ricordo del Sacco di Roma, avvenuto nel 1527. Le guardie parteciparono a quella battaglia, sferrata dalle milizie di Carlo V, per salvare Clemente VII. Dei 189 svizzeri presenti se ne salvarono solo quarantadue, cioè quelli che all'ultimo momento avevano accompagnato Clemente VII nella fuga lungo il Passetto di Borgo, il passaggio che collega il Vaticano a Castel Sant'Angelo. Il 5 giugno Clemente VII però si arrendeva. Per aver salva la vita sottostava a pesanti condizioni (l'abbandono delle fortezze di Ostia, Civitavecchia e Civita Castellana e delle città di Modena, Reggio, Parma e Piacenza oltre al pagamento di quattrocentomila ducati). 

 

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