Il Papa benedice il patto Francia-Italia, l'udienza a Macron un viatico per le elezioni presidenziali

Il Papa benedice il patto Francia-Italia, l'udienza a Macron un viatico per le elezioni presidenziali
di Franca Giansoldati
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Domenica 28 Novembre 2021, 13:35 - Ultimo aggiornamento: 18:28

Città del Vaticano - Macron è tornato a Parigi più che soddisfatto. Le elezioni presidenziali sono alle porte, i voti dei cattolici in Francia vengono visti come l'ago della bilancia e, di conseguenza, l'udienza con Papa Francesco ha finito per assumere un peso enorme per l'inquilino dell'Eliseo. Ieri mattina, sotto una pioggia battente, il presidente ha fatto ingresso nel Palazzo Apostolico. Era la sua seconda visita papale.

Stavolta era senza Brigitte: il viaggio prevedeva solo una ristrettissima delegazione ministeriale. Francesco lo ha accolto srotolando il tappeto rosso e sfoderando grandissimo calore.
Si sono dati del tu, hanno scherzato diverse volte e il colloquio privato, è durato oltre ogni immaginazione. Macron doveva restare una trentina di minuti, tanto aveva preventivato il protocollo, e invece dentro la biblioteca privata il tempo si è prolungato per oltre un'ora. Certamente un elemento eloquente di per sè, che indica attenzione e comunità di vedute sui temi più importanti. Si è parlato, sintetizzano fonti diplomatiche, soprattutto del futuro dell'Europa, di come salvarla' dalle spinte insidiose dei partiti sovranisti che la stanno erodendo dal di dentro, proprio come sta accadendo in Ungheria e in Polonia. Entrambi non hanno nascosto preoccupazione per la crisi al confine tra Polonia e Bielorussia, così come per l'indebolimento progressivo dei valori fondanti dell'Europa di Schumann, De Gasperi, Adenauer.


Francesco ha benedetto il patto di cooperazione siglato tra Francia e Italia per creare un «legame più forte per una Europa più forte». Macron ha sostanzialmente incassato lo sguardo benevolo del Vaticano per colmare il vuoto che lascia la Merkel, mentre la Francia si appresta a prendere in mano il semestre europeo.
Poi lo scambio di vedute è passato al cammino (in salita) tracciato dalla Cop26 (alla quale il Papa non ha partecipato per non entrare in rotta di collisione con la Cina). Non è stato tralasciato il capitolo libanese, lo stallo in Venezuela e, ovviamente, il post Covid. Francesco continua a ripetere ai Capi di Stato che bisogna liberare i brevetti permettendo così ai paesi poveri di immunizzarsi completamente. Dalla biblioteca papale però pare sia stato lasciato fuori l'argomento più scottante: il segreto della confessione.

Quello Francesco lo aveva già stato affrontato con il premier Castex il mese scorso parlando della pedofilia, ed essendo stato un argomento sgradevole forse non c'era più bisogno di riprenderlo. Chissà. Francesco successivamente aveva spiegato ai suoi collaboratori di avere detto chiaro e tondo a Castex che avrebbe stoppato ogni tentativo di stravolgere un sacramento così importante, aggiungendo che la Chiesa è pronta a fare muro contro muro. Forse il messaggio è stato recepito.

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