L'impresa di Paolo Rosati: Ironman a Klagenfurt in ricordo di papà Delio

Paolo Rosati dedica l'impresa al papà
di Cristiano Pettinari
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Sabato 25 Settembre 2021, 13:07

SPOLETO - Un Ironman con papà Delio. A lui Paolo Rosati, l'autore dell'impresa, ha rivolto il pensiero indirizzando le dita al cielo di Klagenfurt (Austria). «Una volta mi disse 'se ti piace, provaci'» racconta il nuovo uomo di ferro spoletino che quel traguardo, così, l'ha voluto a tutti i costi. Appena due mesi fa, infatti, il suo sogno sembrava essersi spezzato, costretto sul letto di un ospedale da una brutta caduta in bici che gli aveva causato la frattura di cinque costole. La motivazione, però, l'ha spinto a rialzarsi in un battibaleno. Subito in acqua e poi su strada per allenarsi fino a completare una delle gare più dure al mondo che mette in fila 3,8 km di nuoto, 180 km di bicicletta e 42 km di corsa. In totale 12 ore 7' e 41” (1ora e 5' a nuoto, 5 ore e 45' in bici, 4 ore e 35' di corsa) di fatica continua, un tempo utile a finire nella prima metà della classifica generale, 509esimo su 1200 partenti, 48esimo tra i 105 atleti italiani al via. LE EMOZIONI «Il primo pensiero è andato a mio padre. - il racconto di Paolo – E' stato sempre un riferimento sportivo per me, me ne ha insegnato i valori, la partecipazione, l'idea di superare i propri limiti. E poi ho pensato che ce l'avevo fatta, è stata solo la mai quarta gara di triathlon». Rosati ha completato un Ironman senza averne mai provato uno, neanche in allenamento. Il segreto, spiega, «sta nella testa, conta per l'80 per cento. Atleticamente non sono un fenomeno ma la motivazione ti dà qualcosa in più, a cominciare dalla costanza negli allenamenti. E poi vengo dal mondo delle bici e il mio corpo è abituato a gestire le energie. In gara guardavo i battiti, non il tempo e mi sono alimentato regolarmente». Tutti, quindi, possono fare un Ironman? «Solo se fortemente motivati. Se ho mai pensato di fermarmi durante la gara? No. – la risposta secca - E' una prova davvero molto dura ma ti aiuta anche la condivisione con gli altri partecipanti». Prossimo Ironman già in agenda? «Tra qualche settimana mi sarò dimenticato dalla fatica e penserò a una nuova sfida». Quella di Klagenfurt presentava diverse difficoltà tra cui i 1600 metri di dislivello in bici, il doppio rispetto alle precedenti edizioni. Per prepararsi, Rosati ha percorso 160 km di nuoto, 5000 km in bici e 800 km di corsa da inizio gennaio, allenandosi tra le 7 e le 10 ore a settimana. «Sono solo un appassionato di sport a cui piace mettersi in gioco. - sottolinea – Ringrazio mia mamma Antonella e mio fratello Carlo che mi hanno dato la possibilità di allenarmi, le società Il Delfino e Il Girasole, tecnici e fisioterapisti e tutti coloro che mi hanno supportato».

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