Treni, dalla velocizzazione una scossa per l'economia
Venerdì riapre il viadotto Montoro

Mercoledì 15 Luglio 2020 di Fabio Nucci
La cartina delle ferrovie umbre elaborata da Emanuele Pettini, informatico AUR

PERUGIA - Da una parte la strada che riapre, dall’altra la ferrovia che potrebbe essere. In mezzo, una regione che senza interventi ad hoc sulle infrastrutture rischia di restare ai margini delle dinamiche di sviluppo. Un approfondimento dell’Agenzia Umbria ricerche indica i benefici che in termini di occupati e Pil potrebbero derivare dalla velocizzazione della Roma-Ancona (Terni, Spoleto, Foligno e Fossato). Uno scatto fino a 8mila occupati solo per la cantierizzazione dell’opera e dell’8% del Pil una volta a regime.
VENERDÍ RIAPRE IL VIADOTTO MONTORO
La buona notizia per gli utenti della strada, in particolare della 675 Umbro-Laziale, è la riapertura del viadotto Montoro, nel comune di Narni. Da venerdì, come confermato dall’assessore regionale Enrico Melasecche, il traffico leggero tornerà a circolare da venerdì, in anticipo sulla tabella di marcia, occupando le due corsie di sorpasso. Per l’occasione giovedì è atteso in Umbria il viceministro alle Infrastrutture, Giancarlo Cancelleri.
TRENI, DALLA CANTIERIZZAZIONE FINO A 8MILA NUOVI OCCUPATI
Ferma restando la centralità dei collegamenti su gomma, resta potente l’istanza del territorio per un potenziamento e ammodernamento della rete ferroviaria regionale. Un’analisi dell’Aur focalizza alcuni possibili trend economici che la riqualificazione in Alta velocità di rete (Avr) della Roma-Ancona potrebbe innescare. «Non parliamo di Alta velocità vera e propria – spiega Giuseppe Coco, ricercatore Aur e direttore della rivista Aur&S – ma di linee tradizionali sulle quali a seguito di un pacchetto di interventi è possibile innalzare la velocità fino a 200 chilometri l’ora sulla maggior parte del tracciato. Siamo un gradino sotto l’Alta velocità, ma comunque di fronte a un’infrastruttura capace di garantire una significativa capacità di transito a una velocità di tutto rispetto: requisito fondamentale per invogliare le persone a scegliere il treno e non l’auto».
Un intervento che comprende i raddoppi della tratta Foligno-Fabriano, 54 chilometri di cui 6 nelle Marche, per la quale si stima un costo di 1.920 milioni, e della Terni-Spoleto, circa 22 chilometri che comporterebbero un investimento di 580 milioni. Sulla base di tali opere, l’Aur propone una meta-analisi integrata (con approccio analogico/qualitativo) che indica gli effetti sull’economia regionale di cantierizzazione e messa a regime. «Se ipotizziamo che un milione di euro favorisce la crescita degli occupati tra 12 e 16 unità – spiega Coco - l’investimento di 500 milioni ogni anno potrebbe generare tra le 6.000 e le 8.000 unità di nuova occupazione». Quanto al Pil, se – come suggerisce la letteratura disponibile - per ogni euro di investimenti si può avere un effetto moltiplicativo. «Se ipotizziamo che un milione ne può generare uno compreso tra 2 e 5 – aggiunge Coco - a seguito di un investimento di 500 milioni ogni anno, il Pil potrebbe assumere valori annuali compresi tra uno e 2,5 miliardi».
TURISMO ED ECONOMIA, I BENEFICI DEL RADDOPPIO
Il raddoppio del tratto umbro della Roma-Ancona sarebbe dunque «uno scossone» per l’economia umbra: «Certo i 2,5 miliardi necessari per la realizzazione delle due opere non sono poca cosa», osserva Coco per il quale ai vantaggi della cantierizzazione vanno aggiunti i possibili benefici dell’infrastruttura a regime. «É pensiero consolidato tra gli studiosi che quando i sistemi di trasporto si evolvono possono diventare dei driver dello sviluppo molto efficaci», aggiunge il ricercatore Aur. Gli esempi collaudati a livello nazionale parlano di effetti su popolazione (+20%), occupazione (+10%), turismo, mercato immobiliare e Pil (+8%). «Per l’Umbria – osserva Coco - l’eliminazione dei colli di bottiglia tra Terni e Spoleto e tra Foligno e Gualdo Tadino sarebbe la “grande occasione” per far diventare il territorio regionale parte di una rete ricca di opportunità di collegamento. Una rete in grado di accogliere potenzialmente anche oltre 100 treni al giorno».

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