Terni, il rapper Vinyasa e lo spaccio della cultura che non c'è

Terni, il rapper Vinyasa e lo spaccio della cultura che non c'è
di Lorenzo Pulcioni
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Nella Terni del 2023 è in corso il tredicesimo lockdown. Gli spacciatori smerciano libri e le attrici recitano di nascosto nei garage. La mancanza di cultura nuoce gravemente alla salute. E il rischio di finire in overdose può essere fatale. Un futuro distopico, ma che a un anno esatto dallo scoppio della pandemia non sembra più nemmeno così assurdo. Ed è forse questo l'elemento più agghiacciante del video in cui recita come protagonista Edoardo Fucile, conosciuto da tutti con il nome d'arte Vinyasa, rapper e alfiere del dialetto ternano.

Boom di visualizzazioni sui social per l'iniziativa dell'associazione Il Pettirosso di Marco Carniani, ispirata alla sceneggiatura di un'associazione francese. Protagonisti tutti made in Terni e ovviamente dialoghi tradotti in dialetto con tanto di sottotitoli in italiano per i fuori provincia. Ternano anche il videomaker, Michele Manuali.

«L'obiettivo è sensibilizzare rispetto alla situazione difficile che stanno vivendo il mondo della cultura e dello sport - spiega Vinyasa - aspetti della vita considerati poco necessari, diciamo non di primaria importanza per la sopravvivenza. Questo video è per tutti i lavoratori che sono fermi, ma anche per i fruitori. Per chi resta escluso dalla cultura virtuale e a distanza tramite un pc o un tablet. Per chi non si può permettere altri strumenti e si sente tagliato fuori per la chiusura di una biblioteca. E' un video che fa sorridere, ma al tempo stesso incute preoccupazione. Leggiamo ogni giorno articoli di esperti che dicono che questa pandemia potrebbe durare anni, siamo tutti disorientati e senza certezze. Un anno fa questo scenario era impensabile. Abbiamo tutti un po' sottovalutato e perfino scherzato su questa pandemia. Il video è distopico, ma se guardiamo indietro a un anno fa non sembra poi così assurdo».

Tre anni fa il tormentone 'A pippa de coccu' poi tra gli altri successi '(Sick)checcallu', 'Paracetacromo', 'A rotta de collu' e 'Bardascetto'. Vinyasa ha cantato in dialetto ternano il disagio di una città che non voleva arrendersi al disastro ambientale. Un anno fa con lo scoppio della pandemia sono uscite la cover 'Cambierà', canzone di Neffa, eseguita insieme ai Motherfunkers e 'Ronchie', un omaggio alla comunità degli arrampicatori: «Adesso mi sento in stand by - dice Edoardo - cerco di essere positivo e credo che si risolverà. Ad aprile uscirà un Ep registrato con i Motherfunkers durante i mesi passati in zona gialla. Ci siamo visti a pezzi, stando attenti a rispettare le norme in studio di registrazione. Ho sempre amato a Terni e voglio vivere qui. Non posso rinunciare alla famiglia, agli affetti e alle pareti di roccia a Ferentillo. La Terni del 2023? Me la immagino senza pandemia e tornata alla normalità da un punto di vista economico e sociale. Popolata da persone più sensibili alla questione ambientale perchè le cose possono migliorare se tutti prestano attenzione e non pensano solo ai fatti loro». 

Giovedì 25 Marzo 2021, 22:41
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