Sanitari no vax, partono le lettere di sospensione. Infermieri: «Rischio demansionamento o niente stipendio»

Sanitari no vax, partono le lettere di sospensione. Infermieri: «Rischio demansionamento o niente stipendio»
di Egle Priolo
3 Minuti di Lettura
Lunedì 9 Agosto 2021, 07:42

PERUGIA - Sanitari no vax, partono le sospensioni da parte degli ordini professionali. Come annunciato su queste colonne nei giorni scorsi, gli organismi di categoria stringono le maglie per indecisi o dissidenti, in un momento di risalita dei contagi e mentre quasi 7 umbri su 10 risultano immunizzati.

Tra i primi a muoversi l'Ordine delle professioni infermieristiche di Perugia che ha appena annunciato agli iscritti come «a seguito delle segnalazioni pervenute nei nostri uffici sta iniziando ad inviare le comunicazioni relative alla sospensione del professionista non vaccinato».
In una lunga nota, l'ordine ricorda quanto previsto dalle normative vigenti sull'obbligo vaccinale per le professioni sanitarie, richiamando il decreto legge 44/2021 che all'articolo 4 «prevede l’obbligo per gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali, di sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell’infezione da SARS – CoV -2».
«La vaccinazione – sottolinea con forza l'Ordine degli infermieri - costituisce requisito essenziale per l’esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati», ricordando come solo «in caso di accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate», si possa contravvenire all'obbligo. Ma l'Ordine, presieduto da Nicola Volpi, fa di più e richiama i commi che regolamentano «dettagliatamente le modalità di segnalazione da parte della Regione dei nominativi dei soggetti che non risultano vaccinati, all’azienda sanitaria locale e, altrettanto dettagliatamente, l’iter che l’azienda sanitaria locale dovrà seguire per accertare l’inosservanza dell’obbligo vaccinale da parte dell’interessato». La conseguenza dell’accertamento dell’inosservanza dell’obbligo vaccinale da parte dei sanitari è «la sospensione dal diritto di svolgere prestazioni o mansioni che implicano contatti interpersonali o comportano, in qualsiasi altra forma, il rischio di diffusione del contagio», per cui «per il periodo in cui la vaccinazione è omessa o differita e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, il datore di lavoro adibisce, ove possibile, l’interessato a mansioni anche inferiori, diverse da quelle che implicano contatti interpersonali». Ma «quando l’assegnazione a mansioni diverse non è possibile, per il periodo di sospensione non è dovuta la retribuzione, altro compenso o emolumento».

I CONTAGI
Intanto, in Umbria, nelle passate 24 ore secondo i dati forniti dalla dashboard della Regione, è stato registrato un ricovero in più rispetto a sabato e 115 nuovi casi di positività al Covid accertati. I ricoverati sono attualmente 26, uno dei quali in terapia intensiva. Non sono stati registrati decessi e i guariti sono 46. Gli attualmente positivi sono 2.055 (69 in più di sabato). In base ai dati aggiornati a ieri mattina, nell'ultimo giorno considerato sono stati analizzati 6.713 test (4.836 antigenici e 1.877 tamponi molecolari), con un tasso di positività complessivo pari all'1,7 per cento.
Come anticipato, inoltre, il 63,97 per cento degli umbri ha completato il ciclo vaccinale contro il Covid. Secondo i dati giornalieri della Regione, si tratta di 493.109 persone, di cui 4.759 hanno ricevuto la somministrazione nelle passate 24 ore. Prima dose, al momento, per il 75,69 per cento dei residenti, pari a 583.817. Complessivamente, sempre in base ai dati resi noti dalla Regione, sono state somministrate ad oggi 1.058.579 dosi di vaccino, a fronte delle 1.104.324 consegnate, pari al 95,86 per cento. I prenotati sono 136.978.

© RIPRODUZIONE RISERVATA