Piscine dello Stadio, sul giallo dell'acqua gli utenti vogliono la verità

Piscine dello Stadio, sul giallo dell'acqua gli utenti vogliono la verità
di Monica Di Lecce
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Sabato 21 Maggio 2022, 11:29 - Ultimo aggiornamento: 11:31

TERNI «Ci sono tanti aspetti poco chiari che andrebbero invece chiariti subito. Sembra quasi che non ci sia la volontà di rassicurare l’utenza in alcun modo». L’avvocatessa Silvia Bartollini che tutela gli interessi di una sessantina di persone, tra atleti e sportivi fruitori di piscine dello stadio, si fa portavoce della preoccupazione che serpeggia tra di loro dopo l’audizione in commissione, la scorsa settimana, dei dirigenti dell’Usl Umbria 2 in merito all’acqua utilizzata nell’impianto sportivo.

Nel corso di quella riunione sono emersi due particolari: che l’ordinanza emessa nel 2016 dall’allora sindaco Di Girolamo che vietava l’uso dell’acqua del pozzo per una concentrazione di tetracloroetilene superiore alla norma, è tutt’ora in vigore; e che sarebbe stato rinvenuto un impianto di collegamento tra il pozzo e il locale tecnico a servizio della piscina. Piscina che per legge dovrebbe essere riempita con l’acqua pubblica dell’acquedotto. In questo caso l’approvvigionamento sarebbe avvenuto fuori legge così come comunicato dalla stessa Usl al Comune. I dirigenti dell’azienda sanitaria locale hanno anche specificato che, effettuati dei controlli a sorpresa, sull’acqua della piscina questa aveva dei parametri di tetracoloetilene nella norma.

Una rassicurazione che però non basta né al consigliere comunale Emanuele Fiorini, del gruppo misto che ha già annunciato la richiesta di una ulteriore audizione, né agli utenti.

«Nessuno conosce se c’è stata esposizione a quel tipo di inquinante e gli eventuali effetti nel lungo periodo, anche in considerazione delle possibili patologie di cui alcuni utenti potrebbero soffrire o aver sofferto – sottolinea l’avvocatessa Bartollini – Essendo quella una struttura pubblica, ci aspettiamo da parte delle istituzioni una presa di posizione chiara e puntuale su tutta la vicenda». L’attenzione degli utenti, in tal senso, non sarebbe rivolta quindi solo all’aspetto economico. Sotto questo profilo, hanno già avviato le procedure per chiedere il risarcimento del danno rispetto agli abbonamenti pagati e non goduti. Alcuni di loro, nel frattempo, hanno ottenuto il rimborso da parte della finanziaria con cui avevano sottoscritto un contratto per pagare l’abbonamento stesso. L’attenzione adesso si sposta anche sul piano della salute. «In ballo c’è la tutela delle persone – aggiunge l’avvocatessa Bartollini – il mio auspicio è che le istituzioni, silenti fino ad ora, facciano chiarezza una volta per tutte. Dal canto mio sono pronta a far valere le ragioni degli utenti in tutte le sedi per tutelare i loro interessi».

Sul pozzo anche il concessionario ha chiesto chiarimenti a un tecnico. Nel frattempo continua la sua corsa contro il tempo per riaprire la struttura per la stagione estiva. Dopo aver verificato lo stato di funzionamento delle pompe sulle vasche interne, è stata svuotata anche la piscina grande esterna che necessitava di una pulizia e si è in attesa della relazione dei tecnici. Solo una volta risistemata la piena funzionalità della struttura, il concessionario entrerà nel dettaglio della trattativa per individuare un nuovo gestore.

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