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Fontivegge, un disegno dietro lo spaccio. Federconsumatori: «Il caos è utile a chi fa affari acquistando case e negozi da chi se ne va disperato»

L'ultimo sgombero a Fontivegge
di Luca Benedetti
3 Minuti di Lettura
Martedì 16 Agosto 2022, 08:34 - Ultimo aggiornamento: 08:35

L’ultima contabilità dell’ultimo controllo a Fontivegge dice che la questura ha messo nero su bianco due fogli di via obbligatori e avviato le procedure di espulsione per uno straniero irregolare. Frutto di una pesca pesante nei container del cantiere che l’altro giorno sono stati liberati in via del Fosso, container diventati dormitorio di balordi e liberati da polizia e polizia locale.
Ultima pesca che dice come la situazione a Fontivegge sia complicata un bel po’. Nonostante la sfida quotidiana delle divise, non ultimo il Nucleo decoro della polizia locale.
Su Fontivegge, come ha fatto nel corso degli anni in diverse zone della città, si muove Federconsumatori, con Alessandro Petruzzi che guida l’associazione a Perugia e dintorni. Non tragga in inganno il fatto che l’associazione di quel tipo possa avere sul tavolo solo ricorsi per le bollette e guai con le finanziarie. Le segnalazioni, gli incontri, sono all’ordine del giorno. È così l’analisi ha gambe per guardare avanti e per dare una chiave di lettura del fenomeno Fontivegge.
Petruzzi parte da un dato urbanistico: «Smettiamola di pensare che Fontivegge sia la periferia della città. Fontivegge è centro. Fontivegge è la porta della città, c’è la stazione e tanto basta». L’analisi sulla situazione parte da un dato di fatto che per Federconsumatori è difficile da contraddire:

«A Fontivegge la situazione è difficile e pesante. Lo spaccio di droga, gli scontri in strada, la prostituzione. Tanti residenti esasperati in un quartiere che era nato con una sua connotazione di medio livello da un punto di vista della qualità urbanistica. L’impressione è che quello che succede a Fontivegge, quello che si fa respirare ai residenti, faccia comodo a qualcuno. Che ci sia un disegno, di cui i balordi sono protagonisti inconsapevoli. Come se ci fosse una regia per fare in modo quel quartiere soffra. In modo che i perugini, esasperati, facciano un passo indietro e lascino case e negozi. Case e negozi che si deprezzano e diventano bocconi appetibili per chi ha liquidità, anche sospetta, da investire. E chi lo fa continua a tenere dentro, una volta conquistare le case e i negozi, i balordi. Ci raccontano di prezzi calati vertiginosamente per la vendita degli immobili. E, vista la grande quantità di disponibilità immobiliare che c’è in diverse zone della città, tra quartieri limitrofi e zone al limite del quartiere, c’è chi si avvantaggia della situazione che si vive a Fontivegge».
Una chiave di lettura che può sembrare estrema. Che porta Federconsumatori a sottolineare, a proposito di balordi, l’attenzione su chi usa i treni in arrivo e partenza verso e da Foligno e Ponte San Giovanni dopo le cinque del pomeriggio: «Basta vedere chi aspetta chi arriva per capire». E L’associazione torna a chiedere controlli incrociati residenze-affitti-utenze per smascherare il gioco del quartiere prigioniero delle teste di legno che aspettano che dalla pazienza dei perugini onesti cadano appartamenti e negozi.

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