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Pensioni, da domani maxi rata per 50mila umbri

Pensioni, da domani maxi rata per 50mila umbri
di Selenio Canestrelli
3 Minuti di Lettura
Giovedì 30 Giugno 2022, 08:12 - Ultimo aggiornamento: 08:13

Assegno Inps, dal primo luglio arriva la maxi rata della pensione per oltre 50mila titolari di rendite. Tra quattordicesima e bonus di 200 euro c’è chi potrà incassare anche oltre 700 euro in più rispetto alla normale rata pensionistica. Una boccata d’ossigeno per i pensionati che non se la passano bene dal punto di vista economico tra il caro vita sempre più pressante e l’incertezza per il prossimo futuro tra bollette e aumento dei prezzi di generi di prima necessità. La super pensione di luglio, però, non sarà per tutti: a incassare i due benefici insieme e per una volta saranno solo quei pensionati che hanno già precisi requisiti di reddito per ottenere la quattordicesima, la somma aggiuntiva alla pensione che va mediamente da un minimo di quasi 400 euro fino a oltre i 600 euro circa (per un totale di quasi 24milioni di euro pagati in più a luglio per i pensionati umbri), quelli con redditi che non devono superare certi limiti. Tutti gli altri, quelli che hanno un reddito non oltre i 35mila euro ma non rientrano tra i beneficiari della quattordicesima, avranno nella propria pensione di luglio solo i 200 euro di bonus. A rimanere in parte all’asciutto, invece, saranno molti invalidi che non potranno usufruire della quattordicesima mensilità. A spiegarlo è Enrico Mariani, presidente dell’Anmic dell’Umbria, l’Associazione mutilati e invalidi civili: «Solo quegli invalidi che hanno un assegno ordinario di invalidità la prenderanno – dice Mariani – Infatti gli assegni di invalidità civile non sono contributivi, mentre quelli ordinari di invalidità oltre al requisito di almeno 2/3 di invalidità debbono avere anche i contributi su cui si calcola l’importo aggiuntivo». Insomma, è bene sapere che la quattordicesima ai pensionati non spetta a tutta la platea, che in Umbria supera i 250mila iscritti all’Istituto di previdenza, ma, mediamente, a quasi 50mila pensionati. Una somma aggiuntiva che viene attribuita d’ufficio sulla mensilità di pensione di luglio ai soggetti che rientrano nei limiti reddituali stabiliti e che, alla data del 31 luglio 2022, hanno un’età maggiore o uguale a 64 anni. «Dal 2017, a parità di contribuzione, gli importi vengono differenziati in base alla fascia di reddito nella quale si inquadra il beneficiario – spiega l’Inps - ossia fino a 1,5 volte il trattamento minimo ovvero fino a 2 volte il trattamento minimo. Il tetto massimo reddituale, oltre il quale il beneficio non spetta, viene incrementato dell’importo del beneficio, diverso per ciascuna fascia contributiva». Infatti, la cosiddetta clausola di salvaguardia prevede che, nel caso in cui il reddito complessivo individuale annuo risulti superiore a 1,5 volte ovvero a 2 volte il trattamento minimo e inferiore a tale limite incrementato della somma aggiuntiva spettante, l’importo in parola viene corrisposto fino a concorrenza del predetto limite maggiorato». La questione redditi. In base a quanto riferisce l’Inps per il via libera ai pagamenti «sono stati utilizzati i redditi trasmessi dagli interessati tramite domande web o inseriti dalle Strutture territoriali nell’applicativo on line, entro il giorno 16 maggio 2022. In assenza delle informazioni relative agli anni 2022 o 2021, per i redditi diversi da quelli da prestazione, sono stati utilizzati i redditi dell’ultima campagna reddituale, ossia i redditi dell’anno 2019. In assenza di tali redditi, la posizione non è stata elaborata e dovrà essere gestita a cura della struttura territoriale». Intanto, l'Umbria ha ben fermo il record del numero dei pensionati: tre umbri su dieci sono in pensione. Una cifra da record, superiore alla media nazionale e superiore a regioni quali Lombardia, Calabria, Marche, Emilia Romagna e Piemonte. S

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