Nel nuovo film con Marco Bocci la
soundtrack è dell'umbro Emanuele
Frusi: «Esperienza intensa e unica»

Nel nuovo film con Marco Bocci la soundtrack è dell'umbro Emanuele Frusi: «Esperienza intensa e unica»
di Michele Bellucci
4 Minuti di Lettura
Venerdì 19 Marzo 2021, 20:03

PERUGIA - C’è molta Umbria nell’ultimo film del regista Gabriele Albanesi, Bastardi a mano armata, un omaggio al genere poliziottesco che sta facendo parlare di sé e che ha aperto la scorsa settimana l’edizione numero 30 del Noir in Festival. Oltre al protagonista Marco Bocci, nei panni di un ex carcerato, la colonna sonora originale è stata infatti composta dal talento emergente Emanuele Frusi. Il musicista di Città di Castello (nato a Firenze ma cresciuto in Umbria, ndr) firma così l’ennesima importante soundtrack compiendo un altro passo verso il gotha di questo ambiente: «Sono stato davvero felice di aver partecipato al progetto - spiega - anche perché ho avuto possibilità di lavorare nuovamente con Marco (Bocci) dopo l’esperienza nel film A Tor Bella Monaca non piove mai. Sinceramente non seguendo il cinema in Italia non lo conoscevo come attore, ma quando ho sentito il suo accento ci siamo subito trovati ed è stato amore a prima vista! In quell’occasione lui era alla prima prova come regista e per me era la prima colonna sonora per un film italiano, forse anche per questo c’è stata da subito un'affinità particolare. A volte penso che sia l'estensione mentale di quel che ho in testa di fare, anche perché quando lui ha un'idea in testa riesce a comunicartela perfettamente. Poi durante il lockdown abbiamo lavorato entrambi a Calibro 9, che ha una soundtrack missata totalmente in Umbria, ed infine il nuovo Bastardi a mano armata». Uscito circa un mese fa sulle principali piattaforme on demand, l’opera di Albanesi racconta la storia di Michele, che vive in uno chalet in montagna con la moglie e la figlia di quest’ultima. Una notte Sergio (interpretato da Bocci) irrompe nella loro abitazione prendendoli in ostaggio, con l’obiettivo di recuperare il bottino di un furto.

La colonna sonora è connotata da una forte componente elettronica, arricchita da una molteplicità di suoni a volte quasi sfuggenti, a creare una fittissima trama dalle infinite sfaccettature. La decisione di mixare in analogico permette di apprezzare scelte innovative compiute da Frusi e di valorizzare il lavoro dei singoli musicisti, costretti a lavorare a distanza per la maggior parte delle fasi del progetto: «La definirei un’esperienza intensa - ammette il compositore umbro - per tanti motivi concatenati. Primo perché stavamo lavorando alla colonna sonora da poco tempo quando il lockdown ci è caduto addosso, costringendoci a concluderla velocemente dato che non era più possibile fare altre riprese. Quindi si è iniziato a lavorare da remoto e qui c’è stata la seconda particolarità. Per quasi un mese io e Gabriele (Albanesi) siamo stati a confrontarci via Zoom sulla colonna sonora ed è la prima volta che ho a che fare con un regista che mostra tutta questa considerazione per la musica. Voleva che diventasse un vero e proprio personaggio del film, che non si vede ma si sente. Del resto essendo un film di genere, con tanti excursus musicali e una molteplicità di linguaggi diversi, non era facile creare qualcosa capace di legarsi bene senza apparire un collage». La soundtrack è uscita per Woodworm con Edizioni Strag e distribuita da Universal Music Italia, con 20 tracce fortemente connotate e capaci di restituire la giusta dignità a quel “poliziesco all’italiana” che da B-movie negli anni ’70 sta sempre più diventando un genere di culto anche per le nuove generazioni. Del resto Frusi ha dimostrato sin dagli esordi di guardare avanti, dai tempi della prima colonna sonora firmata nel lontano 2008 e nei tanti progetti che ha portato avanti successivamente tra Shanghai, Pechino, Los Angeles, Londra e Nottingham: «Tra poche settimane uscirà un documentario a mio parere molto interessante, Firenze sotto vetro, composto da video realizzati durante la quarantena da persone comuni. È diretto da Pablo Benedetti e Federico Micali, io ho composto le musiche. Poi posso rivelare che nell'aria c’è un film nuovo con Marco ma… dipende da un milione di cose quindi per scaramanzia non dico altro, se non che ho molta fiducia nella riuscita del progetto. Del resto ora è difficile pianificare. Ho vari lavori in sospeso tra Los Angeles, Pechino e Toronto ma è tutto rimandato a quando viaggiare risulterà più tranquillo. In questo periodo mi sono stabilito in Umbria, ne ho approfittato per godermi un po’ di atmosfera casalinga. Del resto mi sento più che umbro e anche quando vivevo in Cina casa mia è sempre stata qui».

© RIPRODUZIONE RISERVATA