La disco music e le sue origini in un libro: Angeli Bufalini e Savastano presentano anche a Terni il loro volume

Domenica 13 Settembre 2020 di Paolo Grassi
Un momento della presentazione del libro
Pochi sanno, probabilmente, che il brano Soul Makossa, del musicista camerunense Manu Dibango, può considerarsi il capostipite del genere della disco music, o che Donna Summer registrò in studio il brano Love to love you babe sdraiata su una moquette, oppure che negli anni Settanta un disc-jockey americano invitò, tra l'altro con successo, tanti appassionati di musica rock a bruciare simbolicamente in un grande falò nel bel mezzo di un prato verde a Chicago migliaia di dischi in vinile di brani di disco music con cinquemila persone a partecipare al grido di "Disco sucks" (coè, la disco fa schifo). Tutto questo, si può leggere nel libro La storia della disco music, scritto 'a quattro mani' dal giornalista e critico musicale Andrea Angeli Bufalini e dallo psicoterapeuta esperto di musica internazionale Giovanni Savastano. Un libro nel quale sono riportati aneddoti, cenni storici e altro materiale informativo su come è nato e si è evoluto il genere musicale che ha lanciato nelle discoteche di tutto il mondo la passione per il ballo e per le serate dance animate dal lavoro dei disc-jockey. I due autori, che stanno presentando in tutta Italia questo loro lavoro, riedizione di un libro precedente, sono arrivati pure fino all'Umbria per l'esattezza a Terni. Hanno presentato il loro volume in un locale del centro cittadino, anticipando ai presenti anche alcune delle chicche di curiosità presenti nelle pagine. "Il nostro lavoro - hanno raccontato - si basa anche su un confronto storico e sociale con quel genere di musica. Non  caso, partiamo da quanto avvenne in Italia nel 1978, nel periodo in cui si vivevano gli anni di piombo e tutti ebbero paura quando rapirono e uccisero Aldo Moro, ma in cui  contemporaneamente usciva nelle sale cinematografiche La febbre del sabato sera". Un libro supportato da materiale illustrato inserito dagli stessi autori, tra ritagli degli articoli dei giornali e delle riviste dell'epoca e le foto delle copertine di noti dischi. La lettura è anticipata dalle prefazioni di Gloria Gaynor e dall'introduzione di Amii Stewart e seguita dalle postfazioni di Mario Biondi e Ivan Cattaneo. Attraverso la storia e l'evoluzione con la quale i generi musicali hanno dato origine alla disco, partita dal genere afro e in seguito contaminata con soul e funky, si vuole anche riscoprire e rivalutare un genere capace di aver segnato un'epoca e quasi due decenni e mezzo, nonostante la diffidenza nei confronti dello stesso da parte della critica musicale dell'epoca e di chi era amante di altre musiche come il rock o anche il genere cantautorale, ma persino vista (o meglio, sentita) con diffidenza perché considerata come genere musicale vicino a una certa idea politica. Attraverso i vari capitoli di questo libro, si parla di grandi artisti ed esponenti della disco, come le stesse Donna Summer e Gloria Gaynor, ma anche i Voyage, Anita Ward, i Bee Gees, fino agli italiani La Bionda, Giorgio Moroder e Alan Sorrenti. © RIPRODUZIONE RISERVATA