Foligno, giallo in collina: da un pozzo spuntano 10 fucili da caccia. Indagano i carabinieri

Mercoledì 16 Settembre 2020 di Giovanni Camirri
FOLIGNO - Giallo sulle colline di Foligno: trovati in un pozzo una decina di fucili da caccia. A scoprirli i carabinieri della Stazione di Foligno nell’ambito di una indagine coordinata dalla Compagnia guidata dal tenente Colonnello Alessandro Pericoli Ridolfini. La zona dove le armi, probabili provento di furto, sono state individuatesi trova sulla fascia collinare che sovrasta l’abitato di Sant’Eraclio dove si trova un casolare in disuso da anni e nelle cui vicinanze c’è un pozzo. Stando a quanto si apprende a Sant’Eraclio dalla gente l’attività di recupero delle armi condotta dai carabinieri è stata effettuata con l’ausilio dei vigili del fuoco che, per calarsi nel pozzo hanno utilizzato, come sempre accade in questa situazioni, le tecniche Saf e cioè Spelo Alpino Fluviale. La presenza dei militari della Compagnia di Foligno – l’operazione è stata effettuata diversi giorni fa – e con loro dei vigili del fuoco non è passata affatto inosservata e anche diversi curiosi si sono avvicinati all’area, ovviamente interdetta, dove sono state trovate le armi. “Pensavamo – racconta un residente di Sant’Eraclio – che qualcuno si fosse perso, o ci fosse stato un incidente e abbiamo anche temuto la disgrazia. Poi col passare delle ore quel timore è fortunatamente scemato e quando abbiamo appreso che in una sorta di pozzo era state trovate armi da caccia siamo stati doppiamente contenti per quanto fatto dai carabinieri. L’aver saputo che dei fucili erano a poca distanza dal centro abitato certo non rassicura, ma il fatto che i carabinieri li abbiano individuati e portati via – conclude - ci ha dato serenità”. Ora il giallo dei fucili si complica. Perché c’è da capire se siano o meno provento di furti. Così come va accertata anche l’altra ipotesi che qualcuno li abbia volontariamente abbandonati pensando che nessuno in quel pozzo, li avrebbe mai trovati. E se qualcuno li ha invece nascosti in quel punto, ritenuto sicuro, anche qui viene da chiedersi il perché? Si è in presenza dell’esito di uno o più furti con la refurtiva composta anche da quei fucili divenuti merce che scotta e quindi da far sparire quanto prima? O la scelta di quel luogo, magari individuato casualmente nella fretta di far sparire quelle armi è legata alla volontà di andarle a riprendere in un secondo momento quando le acque si sono definitivamente calmate? E ancora: nel caso che quel pozzo fosse un deposito di emergenza a cosa sarebbero serviti quei fucili da caccia? Quesiti che saranno approfonditi, come altri elementi, dalle indagini dei carabinieri. Al momento non è possibile escludere alcuna pista investigativa. Ovviamente, come sempre accade, gli investigatori dell’Arma non lasciano nulla al caso e non si può escludere che l’indagine sui fucili nel pozzo possa portare a sviluppi importanti ed anche clamorosi. Non appena la paternità di quella decina di fucili da caccia sarà accertata – c’è da capire le le matricole siano leggibili o se siano state abrase – si farà un ulteriore passo in avanti rispetto a questo giallo di fine estate. Se si trattasse di parte della refurtiva provento di uno o più furti si avrebbe anche una mappatura degli spostamenti sul territorio compiuti da chi ha materialmente fatto la razzia. E poi si capirà chi ha messo quei fucili nel pozzo sia uno dei ladri o se invece possa trattarsi di un “custode” temporaneo. Comunque in un caso o nell’altro chi ha messo quei fucili in quel luogo in zona Sant’Eraclio non aveva fatto i conti con i carabinieri. Ultimo aggiornamento: 15:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA