Foligno, covid-19 è allarme abbandono gatti. «Serve una seria campagna di sterilizzazione»

Wednesday 27 May 2020 di Giovanni Camirri
FOLIGNO - “Covid-19 e gatti, è emergenza abbandoni”. A lanciare l’allarme è Paolo Vetturini, vertice di Una Foligno, associazione che gestisce l’Oasi Felina “Piccola Corte dei Miracoli”. “Siamo in presenza – dice Vetturini – di una vera e propria emergenza legata tanto al randagismo, quanto all’incremento degli abbandoni soprattutto di cucciolate. Abbandoni che crescono dopo l’allentamento del lockdown e l’avvio della fase 2. al gattile abbiamo trovato due cuccioli di forse un paio di mesi di vita lasciati all’esterno della struttura. Ci sono poi abbandoni, numericamente importanti, anche a carico delle colonie felice cittadine. In un caso è stata lasciata mamma gatta con tutti i cuccioli. Si tratta di episodi gravi segno di una totale assenza di sensibilità da parte di chi aveva in casa quei gatti. Al gattile abbiamo già una situazione da gestire complessa – prosegue – poiché ci occupiamo di 130 gatti ospiti e di un cane. Lo facciamo come volontari mettendo a disposizione il nostro tempo e l’amore per i felini. Ma non è cosa facile”.
LA QUESTIONE
“Per prevenire randagismo – ribadisce Vetturini – e abbandoni di cucciolate va messa a frutto una vasta campagna di sterilizzazione con il coinvolgimento di Regione e Asl. Si tratta di un’azione di civiltà e di rispetto per gli stessi animali. Ricordo che ne i gati ne i cani, e nemmeno altri animali da compagnia, sono giocattoli che uno tiene in casa finché si diverte e poi se ne disfa quando si stanca. Siamo in presenza di esseri viventi che, come tutti, hanno le loro esigenze e necessità di amore e di cure. Siamo in presenza – spiega ancora – di una situazione oggi già complessa e che potrebbe, visti gli anni passati, amplificarsi con l’estate. Quella degli abbandoni è una vicenda che non riguarda soltanto Foligno. Dai Comuni vicini riceviamo spesso, a vari livelli, richieste di presa in carico di felini, ed in particolare dei randagi. Ma non è così che funziona. Nel senso che ci sono norme come nel caso delle campagne di sterilizzazione, che potrebbero dare una svolta a questo problema”.
LA TECNOLOGIA
“Voglio inoltre ricordare – spiega Vetturini – un ulteriore tema che avevamo già proposto in passato e cioè la possibilità di dotare di microchip anche i gatti. Ciò costituirebbe anche un importante elemento di dissuasione rispetto agli abbandoni. E sarebbe un modo per responsabilizzare anche chi questi felini ha accolto in casa. Possono sembrare tematiche leggere, ma sono invece questioni complesse che interessano tutti. Soprattutto dal punto di vista dell’assunzione delle responsabilità rispetto alla collettività. Rispetto poi – ricorda ancora – alla campagna di sterilizzazione un esempio positivo in tal senso viene dal Comune di Marsciano che nel dicembre del 2019 aveva spiegato che a seguito ad un accordo con altri Comuni della Media Valle del Tevere e la Asl Umbria 1, intende proseguire anche nel corso del 2020 la campagna di sterilizzazione di massa dei gatti randagi avviata ad ottobre 2017. Oggetto della campagna di sterilizzazione sono le colonie feline, ovvero gruppi di almeno 5 gatti adulti che vivono in aree pubbliche, o aperte al pubblico, di centri abitati e che sono accuditi ed alimentati, al di fuori di una proprietà privata, da associazioni di volontariato o da singoli cittadini (i cosiddetti gattari). La sterilizzazione è un atto di civiltà – è la conclusione - e di rispetto innanzitutto verso questi animali ai quali viene assicurata una migliore qualità della vita”. Con questa pratica di controllo delle nascite si limita sia la trasmissione di malattie infettive proprie della specie che tutta una serie di inconvenienti igienico sanitari sul territorio.
  Ultimo aggiornamento: 14:12 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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