Evasione, a Perugia scoperte case fantasma.Tari mai pagata per 700mila euro

Domenica 29 Novembre 2020 di Luca Benedetti

PERUGIA - Puntuale, verso la fine dell’anno, arriva l’ultima puntata della caccia agli evasori della tari.
Stavolta l’ufficio Tari di Gesenu non mette in fila i morosi, magari fiaccati dalla crisi legata al Coronavirus, ma ha scoperto vere e propri edifici fantasma. Cioè parte di abitazioni non accatastate. E anche case intere abitazioni. Una sorpresa che è arrivata dopo aver incrociato i dati con il Comune. Che per lo stesso motivo ha messo il sale sulla coda dei super evasori dell’Imu. Nell’elenco c’è scappato un box, magari una piccola pertinenza. Ma da quello che filtra anche intere abitazioni non hanno mai avuto un rapporto con la fiscalità locale.
La cifra che verrà imputata ai super evasori varia in una forchetta tra i seicentomila e i settecentomila euro, e gli avvisi legati alla omessa dichiarazione partiranno nei prossimi giorni. Si tratta di residenti che non hanno mai pagato le tasse relative al servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, quindi ci sono gli arretrati fino a cinque anni.
Il risultato è importante perché non solo fa scoprire evasori doc, ma allarga la base imponibile su cui viene pagata la bolletta della Tari e, recupero dopo recupero, dovrebbe andare a ridurre la bolletta generale. Cioè più evasori vengono scoperti e meno pagano tutti i contribuenti.
La notizia che sono stati scoperte addirittura abitazioni fantasma e residenti che non avevano mai pagati la Tari, arriva nei giorni in cui sono state spedite le 85 bollette per la chiusura del conto fiscale 2020. Cioè il saldo da pagare entro il 10 dicembre dopo che in tre rate erano stati pagati acconti per l’84 per cento del totale. Il nuovo metodo di calcolo legato alle norma dell’Arera non ha fatto certo contenti i perugini. Con aumenti che sono andati anche sopra al 7%. Tant’è che con l’arrivo delle ottantacinquemila bollette, il call center dell’ufficio tari dell’Ottagono è stato preso d’assalto. Centinaia di telefonate al giorno per avere chiarimenti sulle bollette di fine anno. C’è chi non aveva capito che sarebbe arrivato il conto finale e c’è chi ha chiesto conto e ragione di quei dati. Anche pesanti. Sono arrivate talmente tante chiamate che Gesenu è stata costretta a rinforzare il call center con una postazione in più passando da due addetti a tre che davano risposte ai cittadini.
In qualche caso è stato necessario anche richiamare l’utente tramite appuntamento telefonico, proprio per riuscire a smaltire la coda delle telefonate. Tra l’altro, fino a qualche giorno fa, in alcune zone della città non erano state ancora recapitate le lettere con dentro l’F24 che presenta il conto da pagare e con le informazioni relative ai pagamenti precedenti. Un passo in avanti che permette all’utenza di tenere sotto controllo la situazione della bolletta della Tari.
Bolletta che dal prossimo anno verrà pagata tramite il circuito pagoPa e non più tramite l’F24 recapitato a casa.

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