Bori, segretario regionale Dem: «Voglio far uscire il Pd dal pantano»

Tommaso Bori, segretario regionale del Pd
di Federico Fabrizi
4 Minuti di Lettura

PERUGIA - Segretario versione rally: «Usciamo dal pantano». Tommaso Bori si prepara a guidare per davvero il Partito democratico umbro. L’investitura arriverà dall’assemblea probabilmente con Enrico Letta presente. Data probabile: 20 maggio.
Bori, come si arriva a questa elezione?
«Si arriva in netto ritardo. Dopo le vicende giudiziarie che hanno coinvolto, tra gli altri, il vertice del partito e delle istituzioni, avremmo dovuto avere la forza e la determinazione di giungere, in pochi mesi, all’elezione del nuovo segretario. Non si è affrontato subito il problema e, complice la pandemia e una gestione commissariale non troppo convinta di voltare veramente, pagina siamo arrivati a farlo dopo due anni».
Perche i suoi avversari si sono ritirati?
«Forse erano già dal principio candidature più d’interdizione che motivate a correre democraticamente per la selezione del nuovo segretario. Tutto lecito, però ritengo che sia più nobile provare a costruire che continuare a picconare. Provare a sbarrare la strada alla celebrazione di un congresso rimandandolo per l’ennesima volta può essere una tattica politica ma, di certo, non la ritengo una grande strategia».
Un messaggio agli ammutinati?
«Credo in un Partito democratico plurale, che dia cittadinanza a tutti e sia la casa dei riformisti umbri. Non bisogna commettere gli errori del passato, confondendo la battaglia politica con una guerriglia permanete. In questo senso abbiamo già dato e i risultati elettorali lo hanno confermato».
Lei è bravo con i social, in un tweet o poco di più: quali saranno le prime mosse da segretario?
«Tireremo fuori il Pd dal pantano in cui si trova, ricostruendo su basi nuove la nostra comunità politica, con la voglia e l’ambizione di tornare ad essere grande e rappresentativa degli interessi e dei valori degli umbri. Un interlocutore credibile per tutta la società umbra».
Lavorerà con Camilla Laureti e con Fabrizio Bellini. Due profili molto diversi.
«Metteremo da parte l’io e riposizioneremo al centro il noi, anche attraverso una squadra legittimata e organismi collegiali. I due nuovi segretari provinciali sono figure molto rappresentative di ciò che dovrebbero essere il Pd. Un partito in cui si dà spazio alla società e si valorizzano i territori e i loro amministratori».
Alle amministrative alleanza fatta con i civici, con tutto quello che c’è alla vostra sinistra e anche con il M5S?
«Partendo dall’esperienza dalle Agorà democratiche lanciate da Letta, le prossime elezioni comunali saranno un primo banco di prova per allargare il perimetro della coalizione. Certo è che ogni comunità locale ha le sue specificità e la sua storia politica che deve essere rispettata. Appena possibile convocherò un tavolo regionale con tutti gli attori in campo».
Dovrà dialogare anche con l’ex segretario Giacomo Leonelli per Azione?
«Leonelli è una persona di lunga esperienza. Fino a poco tempo fa è stato capogruppo e segretario regionale del Pd. Sa bene quanto sia importante avere considerazione per i diversi interlocutori politici. Per quanto mi riguarda rispetto la sua scelta e sono sicuro che lui farà altrettanto».
Da segretario regionale cambierà schema con la giunta Tesei? Meno protesta e più proposta?
«Grazie al congresso potremo non solo fare opposizione alle giunta Tesei e alla Lega, ma soprattutto costruire l’alternativa di governo anche grazie ad un partito che guidi questa azione e ricostruisce una coalizione. Peraltro le nostre non sono mai state proteste sterili ma sempre tese ad evidenziare le cose che non andavano, cui sono sempre seguite proposte concrete che, anche se spesso sono rimaste inascoltate, si sono rivelate valide. Ad ogni rilievo mosso in questo primo anno di legislatura sono seguite proposte concrete. Continueremo di questo passo mettendo un maggiore attenzione anche ai tema del lavoro e delle imprese oltre che sugli aspetti sanitari». 
L’ha letto il Pnrr umbro?
«Prima di tutto non esistono 20 piani regionali, ma un unico progetto nazionale. Il resto sono fake news, temo che per l’Umbria che si riveli un libro dei sogni. Il rischio è concreto, considerando il fatto che solo alcune traiettorie del Pnrr nazionale riguarderanno direttamente l’Umbria, indipendentemente dai desiderata di questa giunta. Abbiamo più volte sottolineato l’opportunità di rafforzare la prospettiva dell’Italia mediana per dare più forza anche all’Umbria. Non è stato fatto e questo, temo, si rivelerà l’ennesima occasione persa».

Venerdì 7 Maggio 2021, 10:50 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 15:38
© RIPRODUZIONE RISERVATA