Arrestato in centro mentre
spacciava la droga dello stupro

Sabato 6 Giugno 2020
La “droga dello stupro” arriva anche Terni. Era in possesso di una boccetta trasparente contenente 30 ml di Ghb meglio conosciuta come droga dello stupro, ma è stato fermato e arrestato grazie al tempestivo intervento dei Carabinieri della Sezione Operativa del Nor che lo hanno sorpreso in pieno centro mentre la stava cedendo ad un acquirente. Il 55enne è stato notato dai militari e arrestato proprio mentre stava consegnando la sostanza stupefacente; immediatamente è stato associato agli arresti domiciliari, così come disposto dal Pmott. Marco Stramaglia. Nella giornata di ieri è stato giudicato con rito direttissimo dinanzi al Tribunale di Terni, che ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’uomo la misura cautelare del divieto di dimora in Terni e dell’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria; la sostanza stupefacente è stata sequestrata.
La droga dello stupro si presenta come un liquido denso, incolore e insapore: particolarmente subdola e pericolosa, appare simile ad uno sciroppo contenuto in bottigliette di plastica. In Italia, il sale sodico del GHB (con il nome commerciale di Alcover) è solitamente utilizzato per il controllo terapeutico della dipendenza da alcol e somministrato agli alcolisti per ridurre il cosidetto craving, il bisogno di continuare a bere.
Se assunto in piccole quantità, l’acido gamma–idrossibutirrico o GHB produce effetti simili a quelli di una sbornia (euforia, perdita delle inibizioni, ecc.), ma senza le problematiche connesse (mal di testa, nausea, ecc.). Chi la utilizza come stupefacente, la compra al mercato nero o può trovarla anche online.
Negli ultimi anni, il Ghb è diventato la sostanza più utilizzata per alcuni stupri maturati anche nelle discoteche italiane. Spesso, infatti, è stata utilizzata per intontire le vittime designate prima dell’abuso sessuale vero e proprio: gli effetti – che durano alcune ore – comprendono uno stato di alterazione (simile ad una forte ebbrezza) con perdita dei freni inibitori, fino ad arrivare a perdite di coscienza, inducendo lacune mnesiche relative a quanto accaduto ‘sotto l’effetto’ della sostanza. Nei Paesi anglosassoni, l’aggiunta di queste sostanze psicoattive alle bevande è fenomeno noto come “drink spiking” (correzione del drink).
I consigli dei Carabinieri per i giovani che si recano nei pubblici sono quelli di non accettare bevande aperte da sconosciuti e non lasciare la propria incustodita. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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