Ast, la commissione europea ha deciso: l'Antitrust si pronuncerà entro il 22 dicembre

Ast, la commissione europea ha deciso: l'Antitrust si pronuncerà entro il 22 dicembre
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Giovedì 18 Novembre 2021, 18:31 - Ultimo aggiornamento: 19 Novembre, 17:32

L'Antitrust europeo deciderà sul passaggio di Ast ad Arvedi entro il 22 dicembre. E' quanto è stato stabilito ieri dall' Antitrust Ue ha ricevuto la notifica dell'acquisizione dell'Ast di Terni da parte del gruppo
Arvedi. Lo si apprende dal registro aggiornato della direzione generale per la Concorrenza della Commissione europea. Bruxelles analizzerà l'operazione in base alla procedura semplificata sulle concentrazioni. La scadenza, provvisoria, per la risposta è al momento fissata entro il 22 dicembre prossimo ma potrebbe avvenire anche prima in quanto il 22 dicembre è l'ultima data utile per decidere.
L'annuncio della cessione del sito umbro specializzato nella produzione di acciaio inox da parte di ThyssenKrupp al gruppo Arvedi era stata ufficializzata lo scorso 16 settembre.

Ieri, intanto, si è svolta a Terni l'Agorà nazionale del Pd sul tema della siderurgia. Moderata da Paolo Raffaelli, alla presenza del vicesegretario del Pd, Giuseppe Provenzano e del segretario regionale Tommaso Bori, l'Agorà ha ospitato gli interventi, in parte in presenza in parte a distanza di decine di stakeholders: per l'azienda ha parlato il responsabile delle relazioni esterne Tullio Camiglieri ma sono intervenuti anche il segretario del Pd Enrico Letta, il vice segretario Giuseppe Provenzano, sindacalisti tra cui la segretaria della Fiom Cgil Francesca Re David, Federmanager e politici locali. 

Enrico Letta, segretario Pd. Il tema delle politiche industriali «vede il nostro Paese decisamente bisognoso di una riflessione nuova», perché «siamo ancora fermi a molte definizioni ed elaborazioni che vengono dal passato»: a dirlo è stato oggi, 18 novembre,  il segretario del Pd, Enrico Letta, aprendo a Terni, in collegamento video, l'Agorà «Strategie per la siderurgia italiana», organizzata dal Partito democratico.

«Ciò che è capitato negli ultimi anni - ha continuato -, da una parte tutta la dinamica legata al green e alla sostenibilità, dall'altra i cambiamenti intervenuti per via della pandemia e tutta la rivoluzione in corso nel campo della logistica a livello internazionale, per le catene del valore e lo spostamento delle merci e del cambiamento dell'impatto delle materie prime e dei prezzi, sta oggettivamente modificando i punti cardine della bussola delle politiche industriali». Per il segretario del Pd «un Paese che si vanta giustamente di essere la seconda potenza industriale d'Europa e tra le principali nel mondo ha necessità di essere all'avanguardia sulla riflessione su come le politiche industriali debbano essere rielaborate con un occhio al futuro e alle trasformazione». In particolare «il tema delle materie prime, del prezzo dell'energia e della logistica - ha detto ancora Letta - sono questioni che stanno vedendo delle modifiche di dimensioni e aspetti qualitativi di impatto tale che non si era visto da molto tempo. Tutto questo ha un impatto sui conti delle aziende, pubblici e dei cittadini». «Per questi motivi - ha concluso - affrontare una riflessione sul tema della politiche industriali e in particolare sulla siderurgia rappresenta un punto di riferimento importante e uno degli elementi sui quali abbiamo intenzione di lavorare».

Alessandra Todde, sottosegretario Mise. «Dobbiamo aspettare il parere della commissaria Vestager e poi potremo sederci e parlarne. Però penso che sia un'occasione unica per dare risposte a un territorio e fare un progetto in cui, finalmente, chi è interessato non è qualcuno che viene da un altro continente e che ci vede come una provincia dell'impero, ma può considerare questo progetto nell'ottica di una strategia nazionale»: a dirlo, in merito alla vendita di Ast al gruppo Arvedi, è stata il viceministro allo Sviluppo economico, Alessandra Todde, anche lei intervenuta all'Agorà nazionale sulla siderurgia organizzata dal Pd a Terni. La procedura di cessione è in corso davanti all'Antitrust europeo, che dovrà dare il proprio parere in merito. Todde ha ricordato che è «un momento particolarmente felice per l'acciaio, i dati di Federacciai di ottobre, per otto mesi di produzione, registrano un 6% in più rispetto al 2019». «Da un punto di vista di politiche industriale del Paese - ha continuato - serve una voce di tutti per dire che se non si riesce ad avere una visione di medio lungo periodo abbiamo perso un'opportunità. Credo che non ricapiterà di vedere un mercato così florido ed essere nelle condizioni frustranti di non poter rispondere alle esigenze di mercato». In merito al tema del piano siderurgico nazionale, secondo Todde «avere una strategia condivisa è importante non tanto perché bisogna rispondere alle singole vertenze, cosa fondamentale e importantissima, ma perché se non non si danno linee guida a quelle che sono le strategie di produzione nazionali si contrappongono interessi e modi di produrre e si rischia di essere poco competitivi cone Paese perché si fa competizione in casa». «Questo - ha concluso - non è accettabile, l'acciaio è il cuore della manifattura».

Francesca Re David, segretario generale Fiom Cgil. «Per fortuna Terni ha preso una strada diversa» da Taranto e Piombino, «speriamo che finalmente sia reso esplicito un piano industriale che attende da tantissimo tempo». Così la segretaria generale della Fiom Cgil, Francesca Re David, è intervenuta in merito alla vicenda di Ast nel corso dell'Agorà nazionale sulla siderurgia organizzata dal Pd a  Terni. Parlando più in generale, in collegamento video, del piano nazionale della siderurgia, ha sottolineato che con i sindacati «nessuno lo ha discusso e neanche ci è stato vagamente presentato». «Se ArcelorMittal, Terni, Piombino, nord-est e nord-ovest sono dentro questo piano - ha detto Re David - non lo sappiamo, i lavoratori non lo sanno». Inoltre, secondo la segretaria Fiom, «il piano nazionale della siderurgia deve andare insieme al piano energetico, non si può parlare di innovazione se non si capisce come si ha l'energia elettrica con un certo costo, il gas e come si arriverà all'idrogeno nel futuro». «Spero che di questi temi - ha auspicato la sindacalista - qualcuno ne stia discutendo. Questo qualcuno non siamo noi a nessun livello. A noi ci si aspetta di dire quello che succederà»

Giuseppe Provenzano, sottosegretario pd. «Sul piano nazionale sulla siderurgia chiediamo un atto di chiarezza al ministro Giorgetti. Se c'è lo tiri fuori da questo cassetto, se è solo una bozza discutiamone con i produttori, il sindacato e le comunità locali. Se non c'è questo piano, vogliamo contribuire a scriverlo»: a dirlo è stato il vicesegretario nazionale del Pd, Giuseppe Provenzano, concludendo aTerni i lavori dell'Agorà democratica «Strategie per la siderurgia italiana», organizzata dal Partito democratico. Oltre ad un tavolo sulla siderurgia, in cui convocare «anche il sindacato», Provenzano ha chiesto che «si riorganizzi anche il lavoro del Mise». «O riorganizziamo dei tavoli di filiera e settore - ha sottolineato - o mai come in questo momento rischiamo di perdere le sfide. In questi tavoli devono inoltre essere coinvolti anche il ministero del Lavoro, e poi quello della Transizione ecologica e quello della Mobilità sostenibile, che devono essere protagonisti nell'accompagnare questi processi delle nuove politiche industriali e mettere in campo tutti gli strumenti». Pnrr, evoluzione del mercato, costi energetici, ambientali e di riqualificazione del territorio e riduzione delle emissioni di carbonio sono, sempre a detta del vicesegretario Pd, «gli ingredienti che non possono mancare in questo tavolo».

Sul tema della vendita di Acciai Speciali Terni, Provenzano ha evidenziato di aver salutato «con grandissimo favore la scelta di Arvedi». «Speriamo - ha aggiunto - che porti presto un piano industriale di cui possiamo discutere. Noi vigileremo sul tema dell'integrità del gruppo, della tutela occupazionale, degli investimenti. Vogliamo farlo - ha concluso - perché qui non si sta giocando una battaglia in difesa, ma un'opportunità per l'intero Paese».

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