Da Fittipaldi a Lauda, quando il successo è al fotofinish

Da Fittipaldi a Lauda, quando il successo è al fotofinish
di Alberto Sabbatini
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Domenica 12 Dicembre 2021, 10:05

Questa volata finale col fiato sospeso, con Hamilton e Verstappen a pari punti, non è l’unico arrivo al fotofinish della storia della Formula Uno. Soltanto nell’epoca d’oro del dominio di Ferrari e Schumacher (2002 e 2004) era accaduto che Michael fosse riuscito ad assicurarsi la certezza matematica certezza del titolo mondiale con ben sei gare di anticipo. Il precedente più simile all’attuale, con i due rivali assolutamente alla pari, c’è stato una volta soltanto. Nel 1974, quando Emerson Fittipaldi con la McLaren e Clay Regazzoni con la Ferrari, si presentarono a pari punti all’appuntamento decisivo di Watkins Glen, negli Stati Uniti. La Ferrari purtroppo ebbe una serie di disavventure in quella corsa che ne condizionarono il risultato. Le 312 B3 di Regazzoni e Lauda erano afflitte da problemi di assetto e sospensioni sulla pista americana ondulata. Inoltre Forghieri, il direttore tecnico della squadra, non potè risolverli perché arrivò in pista soltanto in extremis a causa di una tempesta di neve che aveva rallentato il suo viaggio dall’Italia. Così Regazzoni si classificò soltanto 11° fuori dai punti mentre Fittipaldi con il 4° posto si aggiudicò il titolo mondiale. 
Un altro finale al cardiopalma fu quello del 1964, quando Surtees con la Ferrari vinse il mondiale superando all’ultima corsa in Messico la Lotus di Graham Hill che guidava il mondiale con 5 punti di vantaggio. Il ferrarista vinse grazie a una fortunata doppia combinazione: il ritiro della Lotus di Clark che guidava la gara e il gioco di squadra del suo compagno in Ferrari, Lorenzo Bandini, che cedette a Surtees il secondo posto. 
Lo scarto minore per il vincitore invece s’è visto nel 1984 quando Lauda, presentatosi all’ultima corsa con appena 3,5 punti di vantaggio su Prost, ha vinto il titolo conquistando il secondo posto che gli ha garantito un margine di appena mezzo punto in classifica! 
FINALE A TRE
Raramente in F1 c’è stata un finale a tre. È accaduto però nel 2007 quando Hamilton, Alonso e Raikkonen separati da appena 7 punti fra loro, si giocarono il titolo al GP Brasile. A sorpresa ha vinto gara e titolo il pilota più indietro in classifica, Raikkonen (che oggi chiude la sua carriera in F1) che ha approfittato di un guasto al cambio che ha rallentato Hamilton. Quando non era la competitività dei piloti che portava a tenere il mondiale aperto fino alla fine, ci hanno pensato certe regole fatte apposta per creare spettacolo in modo artificiale. L’esempio è il 2014 quando Bernie Ecclestone, all’epoca patron della F1, attratto dai milioni che avrebbe versato Abu Dhabi (guarda caso lo stesso organizzatore di oggi) per organizzare l’ultimo evento della stagione a patto che il campionato fosse ancora aperto, cambiò con la Fia addirittura la regola dei punteggi. Venne deciso che l’ultima gara avrebbe assegnato punteggio doppio. Così da rimettere in corsa per il titolo anche chi fosse lontano in classifica. Ma questo non impedì a Hamilton di aggiudicarsi gara e campionato.

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