Juventus-Chievo 3-1: punti di sostanza
Arriva la 20.ma vittoria in campionato

Domenica 16 Febbraio 2014 di Luca Pasquaretta
Niente braccino, questa volta. Niente complesso di superiorità. Ha rischiato ancora di combinare un papocchio quando era avanti di due gol e il Chievo aveva accorciato sull’auto-gollonzo confezionato da Lichtsteiner e Caceres. Alla fine, a differenza del Franchi e del Bentegodi, la banda di Conte è riuscita a non complicarsi la vita più di tanto. Ci ha pensato Llorente a siglare il 3-1 e a scacciare fantasmi pericolosi. Tre punti che fanno classifica e morale. E soprattutto 12 esima vittoria di fila in casa come ai tempi di Capello nel 2005/2006. Fi Asamoah, Marchisio e appunto Llorente i gol che hanno aperto e chiuso una sfida che si è animata solo quando in campo è entrato Pellissier e la Juve ha accusato un po’ di paura. Lo spagnolo di testa messo la vittoria in cassaforte.



Nulla di nuovo sotto la Mole, o meglio, cose che da queste parti si vedono sovente: Juve propositiva davanti al suo pubblico con l’idea di fare la partita, costantemente nella metà campo avversaria. Chievo rintanato, compatto, con tutti gli effettivi dietro la linea della palla. Conte, alla centesima panchina in campionato (tribune comprese, quelle della squalifica), ha cambiato qualcosa. Ha fatto turnover. Come ha spiegato Marotta “non per punire”. C’è l’Europa League giovedì, quindi meglio centellinare le forze di chi ha giocato più degli altri (Pogba e Tevez).



La Juve è partita forte. Di slancio. Di forza e di rabbia. E dopo un paio di conclusioni alte ha colpito con Asamoah. Il ghanese non aveva mai segnato in questa stagione. Ha cercato e trovato il gol con un’azione caparbia, un duetto con Llorente e un sinistro che non ha lasciato scampo ad Agazzi, all’esordio con la maglia del Chievo. L’ex portiere del Cagliari non è impeccabile sulla maledetta di Pirlo, respinta male, su cui Marchisio si è avventato con la cattiveria che piace a Conte e ha timbrato il cartellino. Primo tempo senza storia. Corini cambia nella ripresa. Dentro Pellissier, che crea scompiglio e suona la carica. Lichtsteiner tira addosso a Caceres. Autogol degno di Mai dire gol. Un po’ di paura inizia a prendere piede. Angolo di Pirlo, testa di Llorente e tutto è tornato nella normalità. Girandola di cambi anche per Conte. Fuori Giovinco (fischiato e trattenuto in panchina dal tecnico) e Llorente per Osvaldo e Tevez. Ormai la partita aveva detto tutto: 3-1 e 20 esima vittoria in campionato per una Juve forse meno bella, ma cinica e concentrata. Contava la sostanza non la forma. Missione compiuta. Per una volta va bene così.



SEGUI LA DIRETTA Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio, 08:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE VOCI DEL MESSAGGERO

FaceApp, i figli crescono e le mamme invecchiano

di Raffaella Troili

Visita i Musei Vaticani, la Cappella Sistina e San Pietro senza stress. Salta la fila e risparmia

Prenota adesso la tua visita a Roma