Golf, Chimenti: «A Roma la Ryder più bella»

Sabato 4 Gennaio 2020 di Massimo Caputi
Sembrava impossibile ospitare la Ryder Cup di golf in Italia, al sogno diventato realtà il 14 dicembre del 2015 mancano solo mille giorni: «Impossibile era per gli altri, io ci ho sempre creduto, per questo mi davano del pazzo o del visionario» Franco Chimenti, presidente della Federgolf e Vicepresidente Vicario del Coni, rivendica a ragione quello che è stato un suo personale successo.
Ha mai immaginato cosa sarebbe accaduto in caso contrario?
«Sarebbe stato un disastro. Il dossier preparato per la candidatura era costato un sacco soldi, al contrario di altri paesi come la Germania, non potevamo permetterci la sconfitta. Avrei rovinato il mio lavoro di anni nello sport».
Che edizione sarà la Ryder Cup del Marco Simone Golf Club?
«Senza dubbio la più importante di tutte quelle realizzate dal 1927 a oggi».
Non le sembra troppo?
«Non esagero, Roma è unica al mondo. Nessun’altra location può vantare il fascino e la storia di questa città ».
Come sta procedendo la marcia di avvicinamento?
«Meglio di ogni previsione. Non abbiamo avuto problemi e le istituzioni ci sono sempre state vicine. Son cambiati governi e interlocutori politici, ma il consenso è sempre stato lo stesso. Anche all’ultimo Open d’Italia con la cena di gala nella Protomoteca il Campidoglio ci ha ribadito sostegno e interesse».
Come sta il golf italiano?
«Molto bene, l’effetto Ryder lo avvertiremo in prossimità dell’evento e soprattutto dopo. Analizziamo e studiamo con grande attenzione i dati degli associati. Non c’è stato un aumento, ma sta cambiando la tipologia»
Ci spieghi
«Sono mutate le categorie di persone che si avvicinano al golf. Un segnale importante perché prima non si sarebbero mai avvicinate. È poi aumenta il numero dei giovanissimi».
In questa chiave i successi di Molinari sono stati d’aiuto
«Chicco ha fatto cose straordinarie, ma con lui abbiamo tanti altri talenti: da Paratore a Pavan, da Migliozzi a Laporta. Quest’ultimo viene dal sud, un territorio con una popolazione golfistica assai limitata, è un campione»
Cosa si aspetta dal 2020?
«Per noi saranno molto importanti le Olimpiadi. Principalmente per la visibilità. Il golf lo seguono soprattutto i golfisti, in un evento simile ci si apre al grande pubblico. La trasmissione tv in chiaro all’ultimo Open d’Italia ha avuto un risultato ottimo. In un prossimo futuro capiranno le potenzialità del golf e non ci lasceranno più».
Friedkin, che sembra prossimo ad acquisire la Roma, è un grande appassionato. 
«Non lo conosco, ma penso che sarebbe un volano importante. Lo aspetto con interesse e non escludo che lo stesso Trump possa essere presente alla Ryder Cup del Marco Simone».
Torniamo all’anno appena iniziato: ci saranno Europei di calcio e Olimpiadi.
«Sono un estimatore di Mancini e ho tifato perché diventasse il ct della nostra Nazionale, farà benissimo. Anche alle Olimpiadi avremo risultati eccellenti. Non temo di sbagliare, il mio ottimismo nasce dalla convinzione che lo sport italiano funziona».
Anche alla luce dei contrasti tra Sport e Salute e Coni?
«Il presidente Malagò ha resistito in un momento non facile, dopo le difficoltà, la strada dello sport italiano è in discesa. Il Ministro Spadafora è fortemente calato nel suo ruolo a favore dello sport. Il futuro è positivo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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