Il Golf Challenge Open fa tappa a Roma da giovedi 2 ottobre all'Olgiata Golf Club. Chimenti«Vogliamo la Ryder Cup del 2022»

Il Golf Challenge Open fa tappa a Roma da giovedi 2 ottobre all'Olgiata Golf Club. Chimenti«Vogliamo la Ryder Cup del 2022»
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Giovedì 25 Settembre 2014, 19:43 - Ultimo aggiornamento: 19:51

Il grande golf internazionale torna a Roma con l’EMC Golf Challenge Open, sullo stesso percorso dell’Olgiata Golf Club dove aveva fatto l’ultima apparizione tre anni addietro ancora con un evento del Challenge Tour. La gara, inserita anche nel calendario dell’Italian Pro Tour, il circuito delle gare nazionali allestito dalla FIG, è in programma da giovedì 2 ottobre a domenica 5 e sarà anticipata da una Pro Am mercoledì 1 ottobre.

La conferenza stampa di presentazione si è tenuta a Roma, presso la Fondazione Civita, a Piazza Venezia. Sono intervenuti Franco Chimenti, Presidente di CONI Servizi e della Federazione Italiana Golf, Michele Liberato, Presidente di EMC Italia e membro del Board di EMC International, Andrea Pischiutta, Presidente Olgiata GC, Gian Paolo Manzella, Consigliere Regione Lazio, Carlo Scatena, presidente Comitato Regionale Lazio, Alessandro Rogato e Barbara Zonchello, Presidente e Direttore Comitato Organizzatore Open Professionistici di golf FIG.

Alessandro Rogato ha illustrato le caratteristiche tecniche del torneo che “vedrà in campo i migliori giocatori del Challenge Tour, compresi gli italiani impegnati nella corsa verso la ‘carta’ per l’European Tour. L’evento si inquadra - ha proseguito - nell’Italian Pro Tour, il circuito nazionale che sta contribuendo in maniera decisiva alla crescita dei giovani talenti azzurri”.

Andrea Pischiutta, dopo aver ricordato che l’EMC Golf Challenge Open è l’unica gara professionista che si disputa a Roma, ha dato ragguagli sul campo: “Rispetto all’ultima volta in cui abbiamo ospitato tre anni addietro un torneo del Challenge Tour, il tracciato ha subito un importante restyling che l’ha reso più competitivo e difficile. E’ sicuramente diverso dal precedente, dove hanno vinto nell’ordine Edoardo Molinari, Andreas Harto e Sam Little, e sono certo che sarà un severo test per i concorrenti”.

Michele Liberato ha spiegato come ci sia un parallelismo ideale tra il mondo del business e quello del golf: “E’ uno sport in cui tutti i giocatori, di qualsiasi livello, devono necessariamente adattarsi alle condizioni di gioco mutevoli, similmente a quanto accade oggi per i ruoli di management, alle prese con un mercato in continua evoluzione. In generale, come EMC, crediamo fortemente nel mondo dello sport e nei valori ad esso associati e per questo stiamo pianificando altre sponsorizzazioni per l’anno prossimo”.

Franco Chimenti, dopo aver ringraziato a nome della FIG, gli sponsor e quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’evento, si è soffermato sulla candidatura di Roma per ospitare la Ryder Cup del 2022. “Abbiamo già mandato la nostra adesione e a febbraio presenteremo il progetto. Abbiamo la concorrenza di altre sei nazioni, Germania, Turchia, Spagna, Danimarca, Portogallo e Austria, qualcuna golfisticamente più evoluta di noi, ma Roma possiede tutte le caratteristiche per prevalere avendo le strutture adatte sia sportive che logistiche. E sarebbero tre anni particolari per la capitale e per l’Italia se pensiamo che la Ryder Cup potrebbe anticipare le Olimpiadi del 2024, che sono negli obiettivi del CONI, abbinandosi poi al Giubileo del 2025”.

L’EMC Golf Challenge Open è il 23° torneo stagionale del secondo circuito continentale e assume parecchia importanza nella lotta per conquistare uno dei primi quindici posti nella money list che danno diritto all’ammissione all’European Tour 2015. Dopo l’appuntamento all’Olgiata, infatti, mancheranno solo quattro gare al traguardo e quindi chi riuscirà ad assicurarsi la prima moneta piuttosto consistente di 28.000 euro (su un montepremi di 180.000 euro) potrà dare certamente una svolta alla sua stagione o quanto meno assicurarsi la presenza tra i migliori 45 ammessi all’ultimo atto (Dubai Festival City Grand Final, 5-8 novembre) dove l’ordine di merito assumerà il suo volto definitivo. Non sono peraltro da trascurare nemmeno la seconda (E 19.800) e la terza moneta (E 12.600).

Al via 120 giocatori che competeranno sulla distanza di 72 buche. Dopo 36 il taglio lascerà in campo i primi 60 classificati e i pari merito al 60° posto. Nei giorni di torneo e della Pro Am l’ingresso per il pubblico sarà gratuito.

UN FIELD DI QUALITA’ - Sfileranno sul tee di partenza ben undici vincitori stagionali dei quali due, l’inglese Andrew Johnston, leader della money list, e il francese Benjamin Hebert particolarmente motivati, poiché essendosi già imposti due volte in stagione, con un terzo titolo salirebbero immediatamente e direttamente nell’European Tour. Da seguire gli altri concorrenti già andati a segno: lo svedese Joakin Lagergren, il cileno Mark Tullo, il belga Pierre Relecom, lo scozzese Andrew McArthur, l’inglese William Harrold, gli spagnoli Jordi Garcia Pinto e Antonio Hortal, il transalpino Thomas Linard e il gallese Oliver Farr.

Saranno tredici gli italiani in campo compresi i tre che sono in corsa per andare a Dubai: Alessandro Tadini (28° OM), Niccolò Quintarelli (29°) e Matteo Delpodio (34°). Hanno comunque buone speranze di inserirsi tra i top 45 anche Filippo Bergamaschi (48°) e Lorenzo Gagli (51°) e non sono lontani nemmeno Andrea Rota (64°) e Nicolò Ravano (65°). In sostanza potrebbe essere superato il primato di partecipazione degli italiani al Grand Final, a momento fermo a tre.

Nel field anche il dilettante azzurro Renato Paratore, medaglia d’oro nell’individuale ai Giochi Olimpici Giovanili in Cina, che si sta preparando per affrontare a fine anno la Qualifying School dell’European Tour e quindi anche per lui la prova all’Olgiata sarà un test importante.

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