Via al Festival Internazionale di Venezia con il teatro-ragazzi dell'olandese Jetse Batelaan

Domenica 21 Luglio 2019
Con il teatro-ragazzi dell'olandese Jetse Batelaan, Leone d'Argento 2019, e il drammaturgo tedesco Heiner Müller con il suo Mauser di Oliver Frljić, prende il via il 22 luglio il 47esimo Festival Internazionale del Teatro diretto da Antonio Latella e organizzato dalla Biennale di Venezia. Riallacciandosi a una tradizione della Biennale che in passato aveva dato ampio spazio al settore del teatro-ragazzi, il Festival presenta The Story of the Story e War (Teatro Goldoni, 22 e 24 luglio). Due spettacoli firmati dal regista e autore olandese Jetse Batelaan, esempi del suo stile visionario che intreccia a una vena filosofica affrontando miti e temi di oggi. Invitato per la prima volta in Italia dalla Biennale, a settembre Batelaan sarà anche alla Ruhr Triennale in Germania. Il primo dei due spettacoli in programma al Teatro Goldoni è un viaggio a ritroso alla ricerca delle radici dell'immaginazione per interrogarsi sul concetto stesso di racconto in questi tempi postmoderni. Quello che rende speciale The Story of the Story è che esplora questo tema per un pubblico giovane con gioiosa fantasia, facendo incrociare situazioni e personaggi diversi: una truppa di cacciatori-raccoglitori, oggetti astratti che prendono autonomamente vita, il pubblico, una famiglia della classe media i cui membri assomigliano molto a Cristiano Ronaldo, Beyoncé e Donald Trump, e infine, la storia stessa.

Il secondo appuntamento della giornata inaugurale è con
Mauser” scritto da Heiner Müller nel 1970  in scena alle Tese dei Soppalchi (ore 21.30) e in replica il 23 luglio (ore 20.30). È un testo che fa ancora oggi i conti con la storia ponendo una domanda cruciale: per cosa siamo disposti a morire o per cosa siamo pronti a uccidere? Ambientato al tempo della guerra civile russa nella cittadina di Vitebsk, Mauser - che è anche il nome del revolver automatico utilizzato in quella guerra - mette in scena il processo e l'esecuzione della condanna a morte del rivoluzionario A da parte di un «coro». A è chiamato a giustiziare il suo predecessore B, colpevole di aver rilasciato tre contadini controrivoluzionari al posto di giustiziarli, e a sostituirlo nel suo mestiere di boia - uccidere i nemici della rivoluzione in nome della causa - finché a sua volta trova il compito insopportabile e diventa simbolo del fallimento politico. Firma lo spettacolo Oliver Frljić, da alcuni indicato come il Nekrosius dei Balcani e da qualche anno sulla breccia della scena. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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