Il sovrintendente Fuortes: «Digitale e aiuti Mibact per rimettersi all'Opera»

Venerdì 20 Marzo 2020 di Simona Antonucci
La Tosca sul sito del Teatro dell'Opera il 21 marzo

Una stagione ripensata in digitale: la sala è diventata immensa per accogliere l’infinito pubblico dell’online, anche se sarà “rimpicciolita” su un video del portatile di casa. Un’opera al giorno, Tosca il mercoledì, Andrea Chénier il giovedì, ma anche balletti, Don Chisciotte il venerdì, e poi lezioni e interviste, fino a che tutto non ridiventi “vero”.

«Abbiamo selezionato alcuni degli spettacoli più interessanti degli ultimi anni e li abbiamo inseriti in un palinsesto quotidiano. Quasi televisivo. Da Madama Butterfly, a The Bassarids, una proposta al giorno: un calendario impensabile se si dovesse realizzare dal vivo. Oggi il teatro digitale ci offre almeno questa opportunità».

Il sovrintendente dell’Opera, Carlo Fuortes, presenta il calendario delle prossime settimane, gratuito, sul sito del lirico romano. «Abbiamo riconvertito tutto e ci siamo organizzati per andare avanti così. Per quanto tempo? Nessuno lo sa. Katia Kabanova è ancora prevista per il 19 aprile. Ma sarebbe ormai molto complicato, se non impossibile, arrivare al debutto. Credo che dovremmo riprogrammarla per l’anno prossimo così come è successo per la Turandot di Ai Weiwei, attesa per il 22».

Molti gli spettatori romani che hanno aderito alla campagna spontanea, in tutta Italia, #iononchiedoilrimborso. E molti gli appassionati d’opera che hanno applaudito con un “mi piace” al calendario che offre alternanza tra titoli dal repertorio classico e contemporaneo. «In attesa di ritrovarci, presto, cerchiamo con la varietà di proposte, di colmare il vuoto lasciato dal sipario chiuso».

Organizzato il palcoscenico digitale, resta sotto i riflettori la profonda crisi del settore. Soltanto con l’annullamento della Turandot e del Corsaro, i due titoli in cartellone nei giorni Coronavirus, si sono polverizzati circa un milione e quattrocentomila euro. «Il decreto appena approvato dal Governo ci solleva molto», continua Fuortes, «da oggi chiunque chieda il rimborso riceverà un voucher, con validità di un anno, dello stesso valore del biglietto perso».

Si tratta di una delle azioni previste dal Mibact per il mondo dello spettacolo dal vivo, del cinema e della musica. «È stato stanziato un fondo di 130 milioni di euro per tutto il settore, ma ci sono anche forme di sostegno al reddito, come il fondo incentivi salariali e poi le misure finanziare per rimandare i pagamenti delle imposte e dei contributi. Un aiuto considerevole per superare questa fase. Poi bisognerà ripartire. Ma quello che è successo a noi, sta replicando ovunque. Dopo il Met e l’Opéra di Parigi, ha chiuso anche il Covent Garden, con artisti bloccati in ogni angolo del mondo».

Spente le luci in sala, il tendone rosso si apre sul palco digitale «pensato per ricreare la nostra comunità». Una partenza con l’opera “simbolo” di Roma, Tosca, ricostruita sull’allestimento originale della prima del 1900 che vide la luce proprio al Costanzi alla presenza di Puccini (anche il 21 marzo). A seguire Andrea Chénier nell’allestimento del 2017 firmato da Marco Bellocchio. Chiude la settimana (20 e 25) il balletto Don Chisciotte, con la coreografia ispirata alla versione originale di Baryshnikov.

Il 24 e il 27 “debutta” The Bassarids. L’opera di Henze con la regia Martone ha conseguito il Premio Abbiati come miglior spettacolo del 2015. Quindi Gluck, Orfeo ed Euridice, il 25 e il 28 marzo, riletto da Robert Carsen. E per finire, il 26 e il 29, la Madama Butterfly con la regia di Ollé della Fura del Baus andata in scena a Caracalla nel 2015.

Per approfondire i titoli, interviste-video ai direttori, registi, interpreti e i podcast delle Lezioni d’Opera di Giovanni Bietti. «Certo», conclude il sovrintendente, «mancheranno le emozioni degli artisti, gli applausi, il rito tutti insieme. Ma almeno potremo non rinunciare del tutto ai tesori dell’opera». 

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