Roma, da Palazzo Braschi all'Ara Pacis: in 11 Musei Civici l'arte raccontata con la lingua per i sordi Video

Roma, da Palazzo Braschi all'Ara Pacis: in 11 Musei Civici l'arte raccontata con la lingua per i sordi Video
di Marina Brudaglio
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Giovedì 5 Ottobre 2017, 15:22 - Ultimo aggiornamento: 7 Ottobre, 08:40

La lingua dei Segni Italiana - LIS - è protagonista della nuova iniziativa romana verso l'accessibilità a tutto tondo dei Musei Civici della Capitale: dopo il Museo di Roma a Palazzo Braschi, si dotano adesso di video LIS con sottotitoli, altre dieci eccellenze del Sistema Museale romano abbattendo così le frontiere sensoriali verso il pubblico delle persone sorde.

Dai Mercati di Traiano-Museo dei Fori Imperiali alla Centrale Montemartini, dal Museo Carlo Bilotti-Aranciera di Villa Borghese al Museo Pietro Canonica, per passare dai Musei di Villa Torlonia: Casino Nobile e Casina delle Civette, Museo Napoleonico, Museo dell'Ara Pacis e Galleria d'Arte Moderna, tutti coinvolti nel progetto, appena inaugurato, che Roma Capitale, l'Assessorato alla Crescita Culturale, la Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali hanno potuto realizzare con i servizi Museali di Zètema Progetto Cultura e il più antico Ente pubblico per la sordità in Italia, l'Istituto Statale per Sordi di Roma - ISSR - che ha curato la realizzazione dei materiali multimediali.




"In questo progetto sono contenute sfide importanti - dichiara Luca Bergamo, Vice Sindaco e Assessore alla Crescita culturale di Roma, durante la presentazione del progetto presso il Museo Napoleonico - comunicare in LIS vuol dire guardarsi. Questa lingua ha un'attitudine fondamentale per la nostra epoca storica: se non c'è empatia, se non c'è attenzione, quella comunicazione non avviene. Io ho fiducia - continua Bergamo - che anche una porzione marginale della gente che entra nel Museo, imbattendosi in questi video sia stimolata a farsi delle domande sulla lingua dei segni, a porsi in relazione con essa facendo sì' che tale ricchezza diventi ricchezza anche per chi, questa lingua non la parla e che per capirla leggerà i sottotitoli. Costruire nei musei video LIS - conclude il Vicesindaco di Roma - inserire percorsi tattili o sonori significa ricostruire all'interno degli spazi che offrono la cultura spazi dove la cultura si forma, si fa. Non c'è solo l'estati di fronte all'oggetto, ma c'è il vivere il luogo e l'oggetto, costruire una relazione farne arricchimento e intelligenza collettiva".




"Lavoriamo da tanti anni all'accessibilità per i Musei e per le Belle Arti con varie Sovraintendenze in diverse località italiane, ma per la prima volta siamo parte di un progetto così organico che coinvolge ben 11 Musei nella capitale - afferma Luca Bianchi - coordinatore dell'area Media-Visuale dell'Istituto Statale per Sordi di Roma - e questo è un intervento importantissimo se si pensa che i sordi sono ancora praticamente esclusi dall'accesso alla cultura. Basta guardare la TV, la maggior parte dei programmi televisivi non è dotato di traduzione LIS. Oggi però c'è fermento, è stata appena approvata in Senato una Legge Quadro sui diritti delle persone sorde".

Un lavoro di squadra dunque, fra i funzionari di ciascun Museo coinvolto, che hanno preparato contenuti e materiali idonei alla trasposizione in LIS e il team di professionisti sordi dell'ISSR:"La realizzazione di questi video è stata molto complessa - racconta Francesca Pallotta, collaboratrice dell'Istituto Statale per Sordi esperta in accessibilità alla Storia dell'Arte - alla base deve esserci un lavoro che va ben oltre la traduzione di un impianto letterario ed esplicativo, deve esserci un lavoro di analisi e di ricerca di senso, perchè la lingua dei segni è una lingua visiva. Poi è stato necessario trovare i segni tecnici relativi all'arte e capire quali fra questi fossero più appropriati per le persone sorde. Una volta trovato il senso, scelti i segni, siamo arrivati alla fase del VIDEO e qui c'è stata la sfida del format scelto per i Musei Civici, il Totem, mentre eravamo abituati a spazi orizzontali standard nelle inquadrature, per le facce, gli occhi, l'espressione. Abbiamo trovato nuove soluzioni tecniche adatte ad un diverso spazio segnico, arricchito il tutto con fotografie, montato e sottotitolato. Oggi sono 11 Musei e la mia speranza è quella di continuare a lavorare in questa direzione, di approfondire i contenuti museali".

Sulla scia del successo ottenuto dall’avvio dell’iniziativa, gradualmente sarà la volta di altri otto musei civici:  Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco, Museo delle Mura, Museo di Casal de' Pazzi, Villa di Massenzio, Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina, Museo di Roma in Trastevere, Museo Civico di Zoologia e deposito delle sculture di Villa Borghese presso il Museo Pietro Canonica.

"I video in LIS sottotitolati rendono i Musei spazi pubblici dove essere ben accolti, sono emozionanti e rappresentano un benvenuto per sordi e udenti" si esprime così Federica Pironi della Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali - siamo felicissimi del risultato raggiunto - continua - che va ad inserirsi in un percorso di inclusività e rimozione alle barriere architettoniche e sensoriali avviato nel 2015 con Musei da Toccare attraverso la realizzazione di percorsi tattili e multisensoriali adatti ad un pubblico con disabilità ma che rappresentano un'esperienza arricchente per tutti".

A rendere poi i video in LIS tanto coinvolgenti, l'efficace espressività dei loro interpreti, come Deborah Donadio che sotto una nuvola di riccioli neri afferma:"Essere attrice LIS non vuol dire tradurre il contenuto ma entrarci dentro. Ecco perchè, per questo progetto dopo aver letto il copione, la fase necessaria e preziosa è la visita al Museo con il Responsabile Museale e l'esperta di Belle Arti LIS, per esser sicuri di non perdere nulla".
 

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