"Una donna sbagliata (?)". Il nuovo romanzo di Anna Rita Scheri

Venerdì 7 Settembre 2018
Anna Rita Scheri, scrittrice e pittrice romana, è alla sua quarta pubblicazione con il romanzo "Una donna sbagliata (?)" edito da Aletti Editore. Così come nei suoi dipinti che nei racconti, le protagoniste sono sempre donne e anche questa volta è Anais, una donna sbagliata, la protagonista del romanzo. Una donna che si ritrova sola con sé stessa seduta su una panchina in compagnia di una valigia con dentro tutto ciò che le è rimasto ed è da lì che dovrà ricominciare per cambiare tutto, dopo aver rivisitato e compreso il suo passato attraverso i rapporti d’amore con gli uomini e con la sua famiglia, per intraprendere un nuovo cammino alla scoperta dei suoi talenti, nella ricerca di quello che sarà il suo vero posto nella vita e nel mondo, iniziando dalla comprensione del suo Sé più profondo.

Un percorso che la porta a mettere in pratica tutte le sue conoscenze, tutto il suo sapere, accumulate in anni di studio e di letture, attraverso pratiche esoteriche, sciamaniche, ma anche attraverso la psicologia ed elucubrazioni filosofiche tutte personali. È stato definito dai lettori un romanzo molto coinvolgente e di altissima sensibilità che riesce ad evocare emozioni e sentimenti con poetica arte narrativa. A tratti graffiante e forte, questo racconto davvero geniale è un percorso di esperienza e conoscenza nel quale il lettore può immedesimarsi in tutto o in parte, in quanto esso riesce a coniugare i paradigmi della narrazione con la profonda conoscenza interiore.

Alla fine non lo si vorrebbe smettere di leggere così come non si vorrebbe smettere di vivere perché come dice l’autrice: «Ho cercato con parole possibili di descrivere, ripercorrendolo in parte, il percorso della ricerca di me stessa… della ricerca di risposte a ogni mia domanda. Forse ci sono riuscita, forse solo in parte o forse sono ancora all’inizio di un lungo viaggio che non so ancora dove mi porterà. Ma questa è la mia strada e questa so che amo percorrere, mettendo in pratica, là dove possibile, il libero arbitrio, le scelte, la resilienza, ma soprattutto l’amore per me stessa».

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