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Case sonore, ballerini galleggianti e macinini del caffè in orchestra: ecco i “Saranno famosi” di Biennale College

Lo spettacolo dei ballerini di Biennale College Danza in scena all'Arsenale di Venezia
di Simona Antonucci
4 Minuti di Lettura
Domenica 14 Agosto 2022, 21:57

 Nella Sala d’Armi dell’Arsenale, un team di “architetti del suono” è al lavoro per costruire una casa con le pareti di laser e l’arredamento di musica. A dirigere le operazioni un ragazzo di Lipsia, Paul Hauptmeier, 29 anni, uno dei dieci vincitori, tra compositori, performer e interpreti, della sezione Musica di Biennale College.

I PANNI STESI

Timothy Cape, da Londra, per il suo spettacolo di teatro musicale che racconta lo sfruttamento nelle piantagioni di caffè, ha tradotto in note i rumori di un antico macinino, mentre Gemma Ragués, spagnola, 26 anni, firma un’opera radiofonica ispirata a Cage, dove le voci dei veneziani e lo sventolio dei panni stesi partecipano alla partitura. Dal 14 settembre, subito dopo la Mostra del Cinema, a Biennale Musica, vedremo anche Jacopo Cenni, senese, 27 anni, (dà lezioni d’italiano a tutta la squadra internazionale) che con delle mani tecnologiche “suona” le lampadine anni Cinquanta: i fruscii e gli scoppi delle sfere di vetro diventano gli attori del suo teatro del suono. E il russo Daniil Posazhennikov che, senza visto, da casa, compone il suo mantra per voce, trio di percussioni, video ed elettronica.

 

Wayne McGregor

Ecco i “saranno famosi” delle arti e dello spettacolo cui la Biennale di Venezia offre un trampolino di lancio con il College: esperienza per nuovi talenti che integra tutti i settori della Biennale di Venezia, arte, cinema, danza, musica, teatro. Ballerini, attori, registi, scultori, pittori, cantanti o autori che superano la selezione hanno la possibilità di realizzare i loro progetti, seguiti dai direttori artistici delle varie discipline e vederli in scena o sul red carpet della Mostra. A seguire, passo passo, i danzatori e i coreografi, il curatore Wayne McGregor che li ha messi alla prova, durante il suo festival, dal 23 al 31 luglio, con Swing del Leone d’Oro Teshigawara e con il leggendario Event del maestro Merce Cunningham: performance finale e spettacolare con ballerini in navigazione su piattaforme galleggianti e gli applausi del pubblico sui ponti del canali.

Roberto Cicutto

«La più bella eredità che ho ricevuto», spiega Roberto Cicutto, presidente della fondazione veneziana, «perché un conto è parlare del futuro delle prossime generazioni, altro conto è vederlo, qui, mentre prende forma. Molte delle sorprese arrivano proprio da loro. E molti progetti sono dedicati proprio a loro. Insieme con il cantiere per l’Archivio storico, stiamo restaurando altri edifici, all’Arsenale, per allestire nuovi spazi per il College. Due settori che procederanno uno accanto all’altro. Perché è fondamentale che i nuovi talenti conoscano e si confrontino con il nostro passato».

Cecilia Alemani

Con borsoni pieni di sogni e di ingegno arrivano da tutto il mondo: per la danza sono arrivate 380 domande da 38 Paesi diversi; per il teatro 310 gli iscritti al bando da 19 nazionalità; per l’Arte che quest’anno ha inaugurato la prima edizione con la direttrice Cecilia Alemani, i progetti presentati sono stati 250 da 58 diversi luoghi del mondo: i quattro vincitori, che espongono i loro lavori fino a novembre, provengono dall’Italia (la genovese Ambra Castagnetti), dallo Zimbabwe (Kudzanai-Violet Hwami), Georgia (Andro Eradze) e Sudafrica (Simnikiwe Buhlungu).

Dieci - Biennale College Cinema 2012-2022

Per il cinema, che ha appena celebrato i 10 anni di attività (durante i quali ha finanziato 30 lungometraggi), le domande sono state 160, da 48 città straniere. Per festeggiare e raccontare quest’esperienza, anche un libro “Dieci - Biennale College Cinema 2012-2022”, con interventi del presidente Cicutto, del precedente presidente Paolo Baratta, del direttore della Mostra, Alberto Barbera e dei partecipanti. E dal 31 agosto, le nuove leve sfileranno sul tappeto rosso insieme con star hollywoodiane: Monica Dugo (regista) e Cinzia Rutso (produttrice) con il film Come le tartarughe; Tahmina Rafaella e Katayoon Shahabi con Banu; Eldar Shibanov, Yuliya Levitskaya e Dias Shibanov con Mountain Onion; Hanna Vastinsalo e Cyril Abraham in Palimpsest. Per la sezione Cinema Vr (23 nazioni, 37 progetti), in arrivo Elele di Sjoerd Van Acker. I partecipanti degli scorsi anni sono ospiti al Sundance Festival (The Cathedral di Ricky D’Ambrose) o di canali tv (This is not a Burial di Jeremiah Mosese dal Lesotho).

Lucia Ronchetti

Pronti al debutto i futuri Mozart e Rossini, impegnati in questi giorni con le prove dei loro lavori. «E saranno sorprendenti», racconta Lucia Ronchetti, compositrice romana, curatrice della sezione Musica, che ha selezionato 400 domande da 40 Paesi, prima di scegliere la squadra che andrà in scena dal 14 al 25 settembre. «I loro progetti godono della stessa attenzione dei lavori dei colleghi famosi. Il teatro musicale di domani nasce anche grazie a loro».

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