Rubini: "Una grande emozione riportare i Fratelli De Filippo al San Carlo"

Rubini: "Una grande emozione riportare i Fratelli De Filippo al San Carlo"
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Martedì 7 Dicembre 2021, 23:24 - Ultimo aggiornamento: 23:28

NAPOLI - Nel teatro che ufficializzò il successo della nuova famiglia dominante del teatro napoletano e italiano, il San Carlo, Sergio Rubini sceglie di lanciare (nei prossimi giorni anteprima anche a Roma, dopo la festa del cinema di ottobre) "I Fratelli De Filippo", prodotto da pepito di Agostino Saccà e da Rai Cinema. Il film uscirà nei cinema il 13, 14 e 15 per diventare poi un prodotto per la fruizione tv. Il teatro gremito (con polemiche sull'assembramento e la calca all'entrata di un evento che ha coinvolto tutta la città), le parole di augurio e sostegno della presidente del Senato, Casellati, del presidente della Camera, Fico, e del sindaco di Napoli, Manfredi lanciano una serata di emozioni per una città che sente i De Filippo come "simbolo di capacità di resilienza e riscatto, ma anche di eccellenza mondiale", dice il sindaco. «La famiglia De Filippo sembra la metafora dell'Italia: spesso partiamo da una situazione di svantaggio, ma la parte buona del Paese riesce spesso a ribaltare il proprio destino». Ha detto Sergio Rubini, regista del film «I fratelli De Filippo», parlando dal palco del Teatro San Carlo di Napoli prima della proiezione del film nel Massimo napoletano.

 



«Questo film - ha aggiunto - è un tributo a questa città e questo teatro non è una cornice, è il quadro per quel che rappresenta per la città e per il Paese. A marzo 1945 Eduardo presentò su questo palco 'Napoli milionaria'. Lo fece prima che la guerra fosse terminata. Oggi ci troviamo in una situazione simile, la pandemia è simile a una guerra e non è ancora terminata. Eduardo indicò una strada e mi auguro che il Paese possa trovare una luce al termine di questa guerra. Nel lieto fine c'è l'indicazione di una strada».

Il film ricorda gli anni della gioventù e della miseria dei tre De Filippo - Eduardo, Peppino e Titina -, talenti incredibili ma costretti sotto il giogo degli Scarpetta a lungo. Le liti e i caratteri divergenti di Eduardo e Peppino (la separazione avvenne presto, con carriere fulminanti per entrambi), ben raccontate da un Rubini regista che chiede e ottiene dal produttore Saccà un allestimento ricco e attento a tutti i particolari. Proprio Saccà sul palco del San Carlo ricordava come Rubini abbia preteso di coinvolgere nel film "1500 attori, senza figuranti. E fatto spendere 35 mila euro di scarpe di scena per ognuno di loro". Un film che è stato girato in piena pandemia riuscendo a restituire - questo assicuravano i più anziani ed emozionati tra il pubblico - ambienti in esterna della Napoli degli anni Venti e Trenta davvero credibili.  

La serata è poi proseguita con un cocktail nel vicino circolo dell'Unione: con il cast al completo, il numero 1 di Rai Cinema, Paolo Del Briocco, Carlo Degli Esposti, Arturo Musella, l'onorevole Federica Zanella, il fotografo Uli Weber, lo scrittore Maurizio De Giovanni.

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